Recensioni / Cuore di stella

La genesi di questo bel romanzo “quasi giallo” è, a suo modo, rivoluzionaria. Tutto nasce da una fusione: non quelle di cui si occupano i fisici nucleari, ma quelle di cui si dovrebbero occupare gli amministratori pubblici. Serve una buona dose di coraggio, in effetti, per accorpare due Comuni limitrofi, e serve anche una buona dose di costante caparbietà.
Ora: non è dato sapere quanto campanilismo e quanta diffidenza abbiano dovuto neutralizzare – sul fronte della spending review – Mario Anzil e Fabrizio Mattiussi, sindaci di Rivignano e di Teor, piccole comunità della bassa friulana, ma da gennaio la mappa del Friuli include un nuovo paese. Un paese che si chiama Rivignano Teor, senza trattino.

Non contenti del risultato, che nell’Italietta di oggi è un ottimo risultato, quasi storico, i due baldi sindaci hanno poi deciso di spingersi qualche metro più in là: perché mai esiliare la fusione tra le pagine di una brochure, o del solito volume destinato ai gemellaggi, quando sulla bella storia si poteva costruire un romanzo? Attorno, anzi, non sopra, perché “Cuore di Stella” racconta un territorio, non certo la fusione di cui è figlio. Un territorio pullulante di storie e di leggende, oltre che di meraviglie naturalistiche.

Ippolito Nievo, in fin dei conti, ci aveva visto giusto col suo stracitato «piccolo compendio dell’universo».

Due sindaci, dunque, due autori dalla penna brillantissima – il giornalista udinese Gianmatteo Pellizzari e l’editor milanese Giuliano Geri – e due personaggi cui ci si affeziona nell’arco di poche pagine: Milo Ferretti e Rodolfo Tazzi, autentici professionisti dell’inettitudine e dell’indolenza, che subiscono il ricatto di un barone universitario e si tuffano nella Bassa friulana alla ricerca di un perduto manoscritto di Pirandello.

Diventano così, loro malgrado, i protagonisti di un “blues fluviale”, finendo per imbattersi in un vecchio episodio di cronaca nera, per poi trasformarsi trasformandosi in detective, tanto improvvisati quanto improbabili.

Lungo il corso del fiume Stella, la storia ci accompagna tra Pirandello e Attila, tra bambine scomparse e ruffiani di regime, tra ville e risorgive, tra lampi conradiani e ammiccamenti cinematografici, in uno scenario enigmatico e affascinante illuminato dagli antichi ricordi che nutrono la vita di chi ancora abita nelle strade blu di questa terra meravigliosa.

Edito da Quodlibet e arricchito dalle eleganti tavole di Makkox, uno dei fumettisti cult dell’ultima generazione, “Cuore di Stella” è già diventato un piccolo caso editoriale, approdando in poco più di un mese alla prima ristampa. Merito di un appassionato passaparola, che ha trovato nel web il suo centro nevralgico, ma, soprattutto, merito del talento dei due autori, capaci di dare vita a un romanzo che intrattiene e diverte senza mai perdere di vista la qualità stilistica e narrativa. Un romanzo “a due voci”, più che a quattro mani, dove la solidità dell’intreccio gioca di contrappunto con dialoghi fulminanti e una prosa deliziosamente pop.