Recensioni / L'assenza del volto del nemico

In Alessandro Del Puppo, Modernità e nazione. Temi di ideologia visiva nell'arte italiana del primo Novecento (pp. 264, euro 24, Quodlibet, Macerata 2012) Del Puppo ripercorre l'evoluzione delle prime avanguardie artistiche italiane, legate alla "cultura vociana e futurista", verso "le retoriche della tradizione nazionale" a cui si avviarono alla fine del conflitto. Quella di leggere tra le righe della modernità anche la possibilità di una cultura nazionalista fu sicuramente una peculiarità italiana, che molto dovette all'autorevolezza, presso i nostri giovani intellettuali, di un Ardengo Soffici, riletto da Del Puppo proprio nella sua frustrazione per l'inattività artistica a cui lo costringeva il fronte, riversando nella letteratura quel suo sguardo da paesaggista temporaneamente privo di mezzi pittorici.
Illuminanti sono alcuni dei temi selezionati, come la riconversione del manifesto Sintesi futurista della guerra (1914) in Sintesi della guerra mondiale, operata da Sironi per "Il Montello". Come a mutuare dal fervore futurista l'ultimo dei prestiti credibili, quello di una concisione grafica che, nella fase del dopo Caporetto, tornò utile quantomeno a scopi propagandistici curiosa in tal senso la sostituzione della parola "futurista" con quella ben più pregnante di "libertà" che campeggiava al centro del manifesto.