Recensioni / Niente è così utile come gli inutili consigli dell'inessenziale Malerba

Scusate, nella fretta avevo dimenticato qualcosa. Che cosa? Una cosa in verità facile da dimenticare, perché ha un nome, esibisce un’etichetta che la candida immediatamente all’oblio. Sto parlando dei "Consigli inutili" di Luigi Malerba, un libro uscito qualche mese fa (Quodlibet, 145 pp., 14 euro) e se ne era rimasto lì in un angolo, in silenzio, sfidando l’imperterrita disattenzione degli individui distratti. Ahimè, ci sono cascato. Non ci ho fatto caso. Per i consigli inutili c’è sempre tempo. Non sono mai urgenti. Se è l’autore stesso a definirli inutili, è un provocatore, un malcelato arrogante, uno che crede che sarà letto anche se dice "è inutile leggermi".
Questo è proprio Luigi Malerba: scrittore inessenziale, superfluo, inutile, non invadente né rumorosamente autopromozionale. Ma se tu, lettore, hai voglia e tempo per riposarti dalle tue sempre incombenti faccende, facendo fare al tuo cervello, per ragioni di salute, movimenti inusuali, qualche torsione, qualche stiramento insolito che la norma usuale non prevede, allora, se il caso è questo, i consigli inutili che ti offre Malerba sono la cosa che ci vuole.
Il primo colpo, o colpetto, o scossone, arriva subito, con le prime righe: “Occorre una buona salute mentale e tanto ottimismo per disporsi all'attesa finché una quercia appena nata dal seme diventi un albero secolare o per costruire un grattacielo allo scopo di goderne l’ombra rettangolare...".
Siamo sempre di più abituati a concatenazioni veloci, immediate, da constatare entro un breve spazio di tempo, per cui a una causa chiara segue subito un prevedibile effetto, nasce un desiderio e viene subito soddisfatto, voglio vedere una persona lontana e parlarci e subito le parlo e la vedo davanti a un video... Far crescere una quercia, piantarla e aspettare che cresca, o costruire un grattacielo in attesa che mi faccia ombra: questo è veramente troppo. Manca la pazienza. Non pianteremo più alberi? Non costruiremo più niente che duri? Forse saper aspettare è il sale della civiltà.
Si potrebbe dire (è stato detto) che per camminare bisogna anche respirare e la letteratura, sempre sospettata di essere inutile dalle persone pratiche, permette di respirare mentre si cammina, si lavora, si produce, si immagina di mandare aventi la macchina del mondo.
Il chiaro sottinteso dei giochi letterari o esercizi mentali proposti da Malerba è che niente può essere utile come sono utili i consigli inutili. Malerba è un appassionato esperto di marchingegni verbali così esageratamente assennati da essere insensati. Per esempio, a proposito del proposito lunatico di "fabbricare ombre", si esprime così: "Teoricamente l’ombra di massima estensione e durata si può fabbricare soltanto con una montagna, ma nessun uomo vorrà affrontare il problema di fabbricare un simile oggetto".
Alla notizia letta sui giornali che un cacciatore umbro è stato arrestato da un guardiacaccia per aver ucciso un cardellino, il consiglio di Malerba è di uccidere anche il guardiacaccia, fingendo di averlo fatto per sbaglio, senza intenzione.
Al coltivatore di querce viene per prima cosa consigliata la pazienza, perché è vero che in fondo la quercia nasce solo da una ghianda e basta mettere a ottobre la ghianda sotto un po' di terra per veder spuntare, a primavera, una minuscola quercia che in pochi mesi sarà alta dagli otto ai dodici centimetri, ma... "non si illuda il coltivatore": le querce che ammiriamo e che fanno nascere la voglia di piantarne una, con i loro tronchi possenti e i loro rami nodosi, "sono alberi di almeno cento anni ma spesso superano i duecento”. Li vedranno i nostri pronipoti.
Al capitolo "I fichi dell’infanzia” l’autore, per illustrare quanto poco felice ma comunque definitiva può essere l’infanzia, racconta che da bambino, nell’Appennino parmense, raccoglieva dagli alberi dei dolci fichi, li sbucciava ma non li apriva per "soffiare via le formiche che all’interno stavano consumando il loro pasto”. Con i fichi mangiò parecchie formiche, che come si sa contengono l’acido formico. Quel sapore strano e schifoso è rimasto
per sempre nella memoria di Malerba: un ricordo più nitido e tenace di tanti altri e che tuttora gli fa visita. Il consiglio perciò è questo: "Se avete dei figli fategli mangiare fichi con formiche. Arricchirete in questo modo i loro ricordi di infanzia".
Sembra che per aiutarsi a vivere la finzione sia sempre consigliabile, secondo Malerba. Se vuoi godere i piaceri dell’onestà, fingi di essere onesto anche se sei profondamente disonesto: se fingerai l’onestà comportandoti bene, sarà un bene per tutti. Se vuoi dimenticare cose sgradevoli, bevi del buon vino bianco, lo consigliava anche Ippocrate, principe dei medici. Se vuoi godere in anticipo i piaceri della vecchiaia, fingi di essere vecchio. La finta vecchiaia è anche più piacevole di quella vera.
Erano consigli inutili, ve lo avevo detto.