Recensioni / Arrivano «L'oro e le ombre» dell'artista Monica Ferrando

Si inaugura la mostra curata da Clio Pizzingrilli
Taglio del nastro sabato pomeriggio, alle ore 17, al Forte Malatesta, della mostra 'L'oro e le ombre' di Monica Ferrando curata da Clio Pizzingrilli. L'esposizione, che rimarrà nella splendide sale della struttura museale di via delle Terme fino al 13 settembre, raccoglie opere quasi tutte recenti, dagli olii, ai pastelli, agli inchiostri. L'oro, nella pittura di Monica Ferrando, volta alla verità dei colori, configura una sorta di scheletro antologico delle cose, istituisce una dimensione invisibile del visibile, divenendo così come scrive l'artista «se non un atto religioso, un atto filosofico». «Sono nata – dice la Ferrando dentro quella parte dell'Italia del nord nota un tempo come triangolo industriale. Mia madre mi parlava di Raffaello che aveva l'anima divina, mio padre mi comprava i fascicoli dei maestri del colore, ai tempi delle elementari frequentavo la scuola pomeridiana di pittura, tenuta da un pittore, il signor Luca». Monica Ferrando ha iniziato gli studi a Torino, per proseguire poi a Berlino con il pittore astratto Frank Badur. L'artista ha esordito nel 1992 a Mantova con una mostra intitolata 'Core', presentata da Ruggero Savinio. In seguito ha tenuto mostre personali e ha partecipato a varie mostre collettive, tra le quali la 'Biennale di Venezia' del 2011. Nel 2001 i suoi pastelli sono entrati a far parte della collezione del Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi. Il catalogo della mostra, edito dalla casa editrice Quodlibet, contiene testi di Victoria Cirlot, Monica Ferrando, Clio Pizzingrilli.