Recensioni / La Piazza di Francesco

[…] Ecco è uscito di recente un bel libro, Vite efferate di papi nel quale con filologo entusiasmo il professor Dino Baldi dimostra che davvero nulla di nuovo avviene nei palazzi apostolici; per cui se di monsignor Balda, prima intrigante e poi canterino, ce n'è praticamente uno ogni pontificato, e se i banchieri imbroglioni neppure si contano, Francesco Immacolata Chaouqui è anche lei una figura ricorrente di manipolatrice pontificale, e non per caso il marito la chiamava "la Papessa" proprio come fu chiamata a suo tempo donna Olimpia, pure detta "Pimpaccia" alla corte di Innocenzo X.Quanto ai giornalisti che hanno scoperto gli altarini, si scopre che gli è andata bene. O almeno: nel 1587 tale Annibale Cappello, un gazzettiere che diffondeva avvisi manoscritti con notizie riservate finì impiccato, con la lingua e la mano destra esposte al fianco del corpo penzolante.A quel tempo le esecuzoni avvencano a Ponte Sant'Angelo, quello de La grande bellezza e che Bertolaso, come si è appreso con un certo sconcerto qualche settimana fa, era pronto a far saltare durante la piena del Tevere («Ma le statue le avremmo salvate», bontà sua!). Sisto V lasciava lì per giorni i cadaveri dei giustiziati impestando l'aria. Quando un cardinale lo supplicò di spostare le carcasse un po' più in là: «Che odorato sensibile! – gli rispose fissando negli occhi – Voi sentite il puzzo delle teste dei morti; a me invece dà più noia il puzzo di certi vivi che mi trovo intorno». […]