Recensioni / Magia verde

(…) Dopo i bestseller Manifesto del Terzo paesaggio (2005) e II giardino in movimento (2011) è appena uscito L'Alternativa ambiente (Quodlibet, pp.72, euro 10), dove Clément anticipa la sua visione per il futuro. «Mentre l'ecologia radicale trincerata dietro rigorosi precetti cerca di resistere, mentre il green business si organizza per accaparrarsi il mercato bio, una terza strada che chiamo "l'alternativa ambiente" nasce dall'intrecciarsi di mormorii  – bilanci di catastrofi, azzardate profezie –, ma anche da dati certi ed esperienze. E guarda alla decrescita, ma senza aderirvi del tutto, prende le distanze dagli "affari verdi" e piuttosto che attendersi la salvezza dal sistema politico, s'interroga sui possibili impatti di quello che io chiamo l'effetto-farfalla. Si, il giardino è pianetario, più nessuno può dubitarne, ma come si può diventare i suoi giardinieri? L'umanità, di volta in volta addormentata dai media e risvegliata dalla crisi, saggia nuovi modi di vita, tenta nuovi percorsi in territori sconosciuti». Ecco la rivoluzione in cinque punti, quella che con i Coloco come compagni d'avventura, Gilles Clément anticipa con un approccio empatico: parla di «ambiente» all'italiana e alla spagnola, termine che preferisce al francese environnement (e all'inglese environment) «che è qualche cosa che ci tiene a distanza (les environs , i dintorni): noi siamo qui e guardiamo le cose fuori di noi. Invece no: noi siamo dentro all'ambiente con le piante, gli animali, le vibrazioni, i suoni. Oggi noi paesaggisti, architetti e agronomi ci poniamo domande per la vita» dice Clément nel suo «nuovo manifesto». «La prima domanda è: che posizione tenere sulla questione ecologica? Non si può che partire dall'acqua, perché nuotiamo tutti nello stesso "bagno". C'è dell'acqua dentro di noi, e qui tra di noi adesso, la condensazione la rende visibile quando scende la nebbia. C'è acqua nei ruscelli e nel mare. E c'è quella che beviamo, che è già stata bevuta dalle piante, dagli animali... Beviamo l'acqua che abbiamo già bevuto. È pazzesco! Ma è ruciale, perché
l'acqua è la nostra biosfera». (…)