Recensioni / Renato Solmi, Introduzione a Minima moralia di Theodor W. Adorno

Quodlibet ripropone, con una precisa nota editoriale, il saggio premesso nel 1954 alla traduzione di Minima moralia dal ventisettenne Solmi recentemente scomparso. Più che una prefazione era "una libera esposizione di alcune delle tesi principali di Adorno", autore da cui si allontanerà in seguito, ma che considerò sempre un "grande maestro", come disse nella testimonianza del 2003 raccolta nel volume Autobiografia documentaria (Quodlibet, 2007). Il libro di Adorno non piacque a Delio Cantimori che ne sconsigliò vivamente la pubblicazione e anche il giovane Cases esplicitò nel "Notiziario Einaudí" notevoli riserve, pur ritenendo Adorno "l'acuto, inesorabile osservatore dei fenomeni della vita capitalistica, specie nella sua forma americana, che perciò merita di essere conosciuto e diffuso" (Il testimone secondario, 1985, Einaudi). Solmi riportava Adorno nel vivo dei dibattiti che impegnavano allora il marxismo italiano e delle polemiche contro "l'americanismo" intellettuale, il neoilluminismo e il neopositivismo. Ma Adorno gli sembrava anche un antidoto contro un marxismo semplificato, scientistico e adialettico. Sottolineava per esempio la validità della critica adorniana al potenziale regressivo del progresso tecnico: "la fiducia nella convergenza di progresso tecnico e progresso sociale, e la distinzione astratta e meccanica di forze e rapporti di produzione, andrebbero sottoposte a una critica severa. Nell'accettazione senza riserve del progresso tecnico in quanto tale, si nasconde un pericolo che sarebbe errato sottovalutare. Strumenti e metodi produttivi vanno attentamente esaminati e vagliati, e non solo in funzione del loro uso". In queste note critiche ci sono le premesse della successiva collaborazione di Solmi con Panzieri e i "Quaderni rossi". Se Cases aveva ragione a mettere in guardia dal considerare ogni fenomeno di costume come rivelativo dell'essenza del capitalismo maturo e giustamente invitava a distinguere il sostanziale dal secondario, il saggio di Solmi, nonostante gli oltre sessant'anni trascorsi, ci appare ancora oggi una guida utile, ricchissima di spunti e di osservazioni intelligenti per rileggere i Minima moralia.