Recensioni / Strenne in forma di libro. Nove perle d'architettura

Affiancato dalle immagini in bianco e nero del fotografo Alessandro Calabrese, Fuori registro di Simone Gobbo – architetto, co-fondatore del pluripremiato studio demogo e ricercatore dell’Università degli Studi di Genova – attinge alla struttura di un disco per una riflessione sul disorientamento dell’architettura.
Nelle sue dodici tracce, questo “album punk composto di forma di libro” – edito da Quodlibet Sudio – rapisce il lettore attraverso continue variazioni di ritmo e di tono, restituite attraverso una parola che si fa visione: accoglie talvolta veloci slanci introspettivi (“l’architettura centra piuttosto con il modo di vedere il mondo, con la percezione individaule”); avanza crude descrizioni di gesti minimi; si allarga verso una visione disillusa della città e del costruito, a tutte le latitudini. Ci si sente talvolta con le spalle al muro, “disarticolati”, come scrive l’autore, nell’impossibilità di individuare una via d’uscita da questi luoghi “scartati, abbandonati, deformati” e una prospettiva: “Chi guida la trasformazione? Le nostre città non hanno più confini, soltanto densità variabile, spazi rarefatti, e orizzonti frammentati da palazzine per appartamenti”.