Recensioni / La “città scritta” di Boeri, l’archistar del bosco verticale

Tutti conoscono Stefano Boeri come l’archi-star che ha progettato e poi realizzato uno tra i grattacieli più belli del mondo: il bosco verticale a Milano. Qualcuno ricorderà pure la sua tumultuosa esperienza nella giunta arancione Pisapia dopo aver affrontato e perso le primarie con lui. Pochi invece conoscono il didatta e il teorico: l’occasione per saperne di più è data dalla pubblicazione rielaborata della sua tesi di dottorato, La città scritta. Qui l’architetto si confronta in modo serrato con tre libri, usciti o stesi a metà dagli anni Sessanta da Gregotti, Aymonino e Aldo Rossi, che con alto esercizio retorico e stilistico individuano una genealogia di valori che inventeranno un linguaggio nuovo per l’architettura contemporanea. Completano il libro i ritratti di Bernardo Secchi e Giancarlo De Carlo.