Recensioni / Tetti facili di Friedman

Ancora un libro sui tetti, però scritto da un novantenne che ha fatto l’avanguardia del secolo scorso: Yona Friedman. Famoso per la città flottante che negli anni 6o anticipava la mobilità della società liquida, Friedman è un utopista pragmatico che ha messo il suo talento visionario a servizio delle popolazioni svantaggiate dei paesi del Terzo Mondo, collaborando con l’Unesco alla costruzione e diffusione di alcuni manuali di auto-costruzione, e fondando nel 1987 a Madras, in India, il Museum of Simple Technology.
Il libro (che per la prima volta si pubblica in italiano) è la sintesi di alcuni di questi manuali redatti a partire dagli anni 7o, che accolgono informazioni pratiche sulla costruzione di tetti e ripari. Pensato inizialmente per le esigenze materiali dei “poveri” del mondo, il manuale assume oggi una valenza universale, perché, col suo invocare l’uso di tecniche semplici e di materiali rinnovabili, costituisce un invito ed un monito a progettare in maniera più consapevole avendo in mente la fragilità della terra e la felicità dei suoi abitanti.
I manuali di Friedman sono strumenti di comunicazione immediata e partono dal più universale dei linguaggi, quello visivo. Sono dunque costituiti da sequenze di “fumetti”, di disegni schematici e quasi infantili, dove il segno è il grado zero della rappresentazione figurativa e la descrizione dell’atto da compiere – tagliare, sovrapporre, incrociare, legare, eccetera – non dà adito a metafore, ma al riconoscimento immediato dei gesti descritti. Non a caso, Indira Ghandi ne riconobbe subito il potenziale divulgativo e ne finanziò la stampa di molte copie. I manuali dedicati ai tetti «i tetti sono l’argomento principale poiché essi appaiono la parte più complessa di un riparo semplice», spiega Friedman nell’introduzione – illustrano metodi accessibili anche a chi non abbia competenze in materia di costruzioni: prevedono il ricorso a tecniche che utilizzano materiali naturali, semplici e a basso costo. Il che comporta ricadute significative in termini di autonomia e di impatto ambientale: una soluzione low cost per chi ha problemi endemici di risorse diventa una proposta etica per paesi economicamente avanzati ma ambientalmente arretrati.