Recensioni / Problemi di cuore? Prendili con ironia

Daniela Mazzoli racconta la propria rinascita sentimentale. Attraverso irresistibili aforismi scritti ogni sera prima di dormire

Sarò strana io (Quodlibet) è un romanzo originalissimo composto da testi brevi, o a volte brevissimi come aforismi, scritti ogni sera dall’autrice prima di andare a dormire. Frammento dopo frammento la storia si compone: al lettore il compito di ricostruire i legami fra i fatti come se stesse sfogliando un mazzetto di istantanee. La protagonista è l’autrice stessa, che si racconta in un momento di rinascita e trasformazione con un’autenticità disarmante e un’ironia tagliente. Da una parte c’è la fine di una relazione con un «giovane fidanzato filosofo», dall’altra un nuovo innamoramento per un uomo chiamato semplicemente «il tipo che mi piace». In mezzo ci sono le vulnerabilità a cui tutti siamo esposti mentre siamo innamorati: l’ansia del telefono («La telepatia non è una scienza esatta; tutte le sere io pensavo “chiama, chiama, chiama”. Ma lui non chiamava»), l’euforia o la disperazione che lottano per il comando delle emozioni, le fantasie ottimistiche o catastrofiche. «D’altronde uno che sparisce, se te lo dice, lo sanno anche i bambini che vuole essere fermato e convinto che non ha senso. Invece non succede, anzi è altamente probabile che ti lascino andare. Spesso stanno già cambiando la serratura mentre tu proveresti a rinfilare la chiave». Leggere il romanzo di Daniela Mazzoli è come sbirciare la commedia dell’esistenza dal buco di quella serratura: si intravede ogni volta qualcosa, s’immagina il resto. È, cioè, come un piccolo osservatorio sull’innamoramento e la vita, di cui sono colti, con acume e divertimento, soprattutto gli aspetti più paradossali.