Recensioni / “Un anno di scuola” di Stuparich

Oggi alle 18, nella sala di lettura della libreria Minerva di via San Nicolò 20, verrà presentata la nuova edizione di “Un anno di scuola” di Giani Stuparich pubblicata da Quodlibet (nella foto, la copertina). Il curatore Giuseppe Sandrini (Università di Verona) ne parlerà con Anna Storti (Università di Trieste) e Silvia Contarini (Università di Udine). Trieste, 1909. Una ragazza ottiene, per la prima volta, l’accesso all’ottavo anno del ginnasio, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Sola femmina tra venti allievi maschi, catalizza inevitabilmente le attenzioni e le emozioni di tutti: ognuno, a suo modo, si innamorerà di lei, di quella figurina che vorrebbe essere nulla più che una compagna di studi e di scherzi spensierati, una voce nel coro concorde della classe. Edda Marty, la protagonista di “Un anno di scuola”, è l’incarnazione di un ideale femminile che soltanto la città di Svevo e di Saba poteva produrre: insieme fragile e forte, seria e irriverente, dolce e «temeraria», come la definisce Stuparich.