Recensioni / Books

La stagione architettonica del dopoguerra è stata una tra le più controverse. Nuovi bisogni, mutati rapporti tra i progettisti e la politica, un’interessante speculazione teorica che troppo episodicamente si è tradotta in manufatti di grande qualità sono solo alcuni temi trattati da Giulia Menzietti nel suo saggio. Qual è lo stato attuale delle architetture costruite tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta? Cosa rimane di quel periodo? Molto spesso solo ruderi… Ma in questi “amabili resti” è possibile riconoscere un valore. Come una Piranesi contemporanea, Menzietti prova a riattualizzare (anche attraverso il tema del recupero e della riconversione) alcune di queste preziose rovine. Come scrive l’autrice: “All’interno di un ventaglio molto più ampio, sono state selezionate nove architetture e analizzate come casi studio. Alcune sono particolarmente significative per il valore di manifesto del progetto, per la carica ideologica e per le ambizioni che le hanno ispirate; altre sono fonte di interesse per le ragioni e per i processi che ne hanno poi decretato la crisi; altre ancora sono state scelte in virtù dello status in cui attualmente si trovano. A fronte di una comune condizione di abbandono, dalle vicende di ogni opera emergono aspetti diversi che ne hanno determinato condizioni differenti: alcune sono ancora oggi incompiute e in disuso, altre demolite o in via di demolizione, altre ancora salvate da un intervento di recupero e restauro”. Il libro è un’interessante istantanea della condizione attuale e un tentativo sofisticato di destare attenzione su alcuni manufatti affinché non venga fatta tabula rasa del passato recente.

The post-war architectural season was one of the most controversia/. New needs, changed relations between designers and politics, an interesting theoretical speculation that too often resulted in high quality artifacts – are just a few of the topics analyzed by Giulia Menzietti in her essay. What is the current state of the architectures built between the 1950s and the 1980s? What remains of that period? Very often only ruins But in these “lovable remains” (Amabili resti, in Italian), it is possible to recognize a value. Like a contemporary Piranesi, Menzietti tries to give some of these precious ruins (even through the theme of recovery and conversion) a contemporary twist. As the author writes: “Within a much wider range, nine architectures vere selected and analyzed as case studies. Some are particularly meaningful for the project’s value as a manifesto, far the ideological value, and for the ambitions that inspired them; others are a source of interest far the reasons and for the processes that have later proclaimed their crisis; while others have been chosen because of the status they are currently in. Considering of the overalls state of abandonment, different aspects have emerged from each work, that determined different conditions: some are stili unfinished and disused, others have been demolished or are going to be demolished, others have been saved through recovery and restoration works”. The book is an interesting overview of the current condition and a sophisticated attempt to cautiously focus on some artifacts, so that the recent past won’t be swept away.