Recensioni / Lasciate stare D’Avenia e Saviano. Per il 2018 comprate Brodskij, e immergetevi nella poesia di Pontiggia

I libri da leggere e quelli da non leggere quest’inverno. Rinnegate la poesia degli antipoeti e Dan Brown, abbracciate il capolavoro di Stefano Tonietto da agitare a mo’ di corona d’aglio

Un libro, come un diamante, dovrebbe essere ‘per sempre’. In un libro, in effetti, vogliamo che sia svelato il mistero dell’uomo e del mondo, alla peggio che ci sia offerto un godimento imperituro. Solo che se i libri fossero davvero ‘per sempre’ le case editrici chiuderebbero bottega (quali libri sono effettivamente necessari? Omero, Dante, Shakespeare, Tolstoj, Dostoevskij, Kafka… forse 10, forse 50, di certo non più di 100). Per questo, annaffiano il mercato editoriale di puttanate. I libri ‘per sempre’ – che si trovano anche in biblioteca – non alimentano il mercato; ogni scrittore degno di essere letto pretende di essere il primo e l’unico, è un dio vendicativo, decapita chi lo ha preceduto e incendia la via di chi verrà. Finita la patetica paternale, vengo al sodo: il Natale è il necrologio del genio, la fiera delle banalità, il suicidio della bellezza. Il logorroico spaccio di libri obliate appena varcate le feste. Insomma, ecco i libri da cui stare alla larga durante l’abbuffata natalizia – e quelli, per bonificare l’aria, assolutamente da leggere.

Narrativa Italiana

Meglio Valkyria Castro e il “pene di quattro metri” del Cerbero Saviano e dell’angelico D’Avenia

[…] Per salvarci dal duo demoniaco, che affolla le librerie natalizie, usate, a mo’ di corona d’aglio Letteratura latina inesistente (Quodlibet), micidiale romanzo ‘borgesiano’ di Stefano Tonietto, uno che per passare gli anni s’è scritto, per gusto, “il poema comico-cavalleresco Olimpio da Vetrego (Inchiostro, 2010) in endecasillabi rimati, per un totale di 4.633 ottave”. Con sapienza al cubo e felicità narrativa, Tonietto ha redatto una antologia di autori (e di testi) latini inventati, da Calpurnius Bestia a Floscio Gallo e Lellio Assiduo. Il personaggio più formidabile, però, è “la filologa femminista” Walkyria Castro, “nata ad Amsterdam nel 1952… amica e sostenitrice dapprima di Erica Jong” autrice di una “polemica con Il ramo d’oro dell’antropologo James Frazer” che a un’amica giornalista consigliò di partecipare alla “festa del fallo che si svolge ancora oggi in Giappone, il Kanamara Matsuri”, dacché “Cavalcare un pene di quattro metri è un’esperienza formativa”. Il libro, già un cult, è eroina pura per i liceali.