Recensioni / Un amore di parodia

Se si dà un’occhiata al mondo della cosiddetta fantaletteratura, saltano fuori detective latini, scrittori nazisti e poemi comicavallereschi – provare per credere

[…] «Filologia Creativa»: così ribattezza la disciplina Stefano Tonietto, in Letteratura latina inesistente (appena uscito da Quodlibet Compagnia Extra). La parodia di un manuale dove – seguendo Leopardi e la sua teoria secondo cui «il vero è brutto» – troviamo testi latini inventati a capriccio dello scrittore. Ma non per questo meno interessanti. E poi, chissà, molte opere sono andate perdute – è la prima cosa che impariamo parlando dell’antichità. Stefano Tonietto potrebbe essere un detective letterario più abile di altri a scovare testi dimenticati. Poi, siccome la filologia vera – quella degli «addetti alle virgole» – non è di questi tempi molto popolare, ha fatto finta di scrivere un volumetto di fanta-letteratura.
I vaghi ricordi scolastici, alla voce Catullo, suggeriscono l’amata Lesbia e il suo defunto passerotto? Ecco la verità, made in Stefano Tonietto: «Non invocare Veneri né Amori, se è morto il passero della tua fanciulla; non ti avevo chiesto di badare a lei durante la mia assenza?» risponde Lesbia in un suo carme. Altri vaghi ricordi scolastici suggeriscono «Dammi mille baci e poi altri cento»? «Son tremila trecento – precisa Lesbia – e avevamo pattuito due sesterzi a bacio» (Catullo invece sosteneva di aver perso il conto, a suo dire per tenere lontani il malocchio e gli invidiosi).
Stefano Tonietto aveva pubblicato nel 2010, dall’editore veronese Inchiostro, il poema comicavalleresco Olimpio da Vetrego: 4633 ottave di endecasillabi rimati, per oltre mille pagine (siamo andati a controllare, perché sembrava più falso del falso: invece esiste, e ha fan sfegatati tra cui il direttore della «Stampa» Mario Calabresi). Inventa la letteratura poliziesca latina, «saggiamente esclusa dai manuali perché nei discenti non provoca il minimo barlume di interesse». Inventa una scuola ligure, con a capo un certo Faber «autore di odi che egli stesso intonava in vicoli del porto della sua Genua». E una scuola Insubre, dove si fa notare la voce di un certo Gaber. Nelle ultime pagine, inventa un critico che vede congiure dappertutto e una critica convinta che la letteratura latina sia troppo maschilista.
Se volete continuare il gioco – certi vizi sono contagiosi – sappiate che è stata tentata anche un’enciclopedia della letteratura italiana inesistente. Ricca di movimenti letterari come il Confusionismo, l’Insoddisfattismo, il Pressapochismo, il Testardismo e il Vittimismo; di generi letterari come la Poesia Bancomat, i Carrambalia o i Cori da Stadio; di riviste come Catastrofè, la Gazzetta dello Zio Tobia, Lattecaffè, Lettere Esquimesi, La Piena dell’Arno.