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«Le ricerche sui modelli (…) hanno un’importanza didattica e scientifica che non sarà mai sufficientemente valutata. Nessuna dimostrazione teorica può infatti chiarire il funzionamento statico di una struttura, quanto il seguire i risultati di una ricerca sperimentale, e d’altra parte nessun procedimento può essere altrettanto efficace per controllare l’esattezza delle nostre deduzioni teoriche».
È proprio questa affermazione di Pier Luigi Nervi, riportata nel catalogo dell’omonima mostra realizzata al Politecnico di Milano, che evidenzia l’interesse delle indagini compiute in seno all’ateneo milanese (DABC, LPM, Scuola AUIC), insieme con le scuole di Architettura e Ingegneria dell’Università di Bologna e dell’Università degli Studi di Roma «Tor Vergata», sull’uso del modello come strumento di rappresentazione dell’architettura nell’opera di Nervi. Collocandosi nel campo degli studi sugli strumenti e le tecniche di progettazione e costruzione, il tema ha permesso una rilettura innovativa dei rapporti fra ingegneria e architettura, illustrando lo stretto legame tra queste due discipline nello sviluppo concreto del progetto.

I diversi contributi del volume sono articolati in tre sezioni secondo la sede accademica di riferimento. A Milano è stata avviata una riflessione sulle esperienze condotte da Nervi dal 1935 – insieme con Arturo Danusso e Guido Oberti presso il Laboratorio di Prove Modelli e Costruzioni del politecnico lombardo – sui modelli delle aviorimesse che hanno aperto la strada alla sperimentazione strutturale successiva, mettendole a confronto con gli odierni strumenti progettuali di verifica (e quindi riproducendo i modelli delle aviorimesse di 1° e 2° serie di Orvieto e Orbetello sia come modelli fisici che numerici). A Bologna – città dove Nervi compie i suoi studi universitari e le prime esperienze professionali –, partendo dalla sezione ed effettuando l’analisi delle parti e del sistema di montaggio, sono stati studiati e prodotti i modelli degli stadi di calcio e degli edifici sportivi per comprendere il sistema strutturale in tutta la sua complessità.
I ricercatori di Roma invece hanno focalizzato la loro attenzione sul Sistema Nervi (risultato della combinazione della prefabbricazione strutturale a piè d’opera e il ferrocemento) e sul Palagioco, esaminando soprattutto la sua capacità di invenzione di nuovi procedimenti costruttivi nelle opere della maturità.

Indagare l’iter complessivo, dalla concezione dell’idea alla costruzione dell’edificio, individuando tramite la modellistica i diversi passaggi di sperimentazione in questi tre momenti della carriera di Nervi, mette in luce il suo approccio progettuale indirizzato a superare le difficoltà di esecuzione ottimizzando il risultato finale del suo metodo di prefabbricazione strutturale in cemento armato. In questo modo si approfondisce un capitolo significativo della stagione d’oro dell’ingegneria italiana che ha trovato nelle più note opere di Nervi – diventate vere e proprie icone del boom economico italiano – una propria centralità e rappresentazione.

Come rileva il curatore, queste ricerche risultano oggi particolarmente significative in quanto le questioni affrontate riguardano «le tecniche convenzionali del progetto di architettura e una sua possibile cartografia che si vede sorgere nelle tecniche contemporanee di modellazione informatica della costruzione». Il libro, infatti, testimonia e spiega l’esperienza di Nervi come un’esplorazione esemplare dei metodi di modellazione concepiti essenzialmente come una «teoria della prassi» che si iscrive nel progetto e avanza nuovi interrogativi riguardo le potenzialità del modello nel campo delle attuali tecniche digitali di replica della realtà «da costruirsi, costruibile e costruita».

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