Recensioni / Un personaggio tra mille storie. Pensando a Dante

Sposta una lettera come sposta l'esistenza di uno suo personaggio. Daniele Benati in Cani dell'inferno (Quodlibet editore, 324 pagine, 16 euro) forse gioca con «L'amore è un cane che viene dall'inferno», che è un titolo di Charles Bukowski. Di sicuro però tiene a mente la lezione di Dante ovunque, autore che spunta spesso nelle pagine di questo romanzo che ha densità del lavoro-monstre e la leggerezza del libro patafisico. Siamo in una città americana, ci dice l'autore. Ma siamo soprattutto in una zona dove imperversa un Mc Donald's e quindi potremmo essere ovunque. È, questo libro, un viaggio in un universo costellato da diverse possibilità, che sono tantissime e sono quasi tutte sbagliate. O quanto meno poco realizzabili. L'autore, che ha all'attivo numerosi romanzi, crea un meccanismo narrativo interessante, in cui assomma in unico personaggio la polifonia di un esplodere di storie.