Recensioni / Loooking Around Bookstore

A vent'anni dalla morte del grande architetto milanese la ricerca di Beatrice Lampariello ricostruisce per la prima volta in maniera unitaria e completa - grazie anche a un'accurata e capillare ricerca nel complesso archivio aldorossiano sparso per il mondo (Los Angeles, Montréal, Milano, Roma e Venezia, Cuneo e Torino) - l'opera di Aldo Rossi «dai progetti scolastici alla città analoga», così come recita il sottotilo del volume. La ricerca si concentra sul periodo cruciale per la definizione della poetica architettonica rossiana che ha ribaltato, con la forza della logica unita alla poesia, il significato dell'architettura razionalista ereditato dal periodo eroico tra le due guerre. Dagli anni della formazione scolastica e universitaria, con un ricco apparato iconografico e per lo più inedito, all'impegno politico nel Partito Comunista e all'attività intellettuale e di architetto culturalmente impegnato che individua la crisi del Movimento Moderno nello sfacelo della società civile borghese («l'architettura segue le vicende della storia della società e non di una propria astratta continuità» afferma Rossi contestando dalle pagine di «Casabella» il suo maestro E.N. Rogers), il libro, attraverso un percorso cronologico e documentato, ci conduce all'idea di «Architettura della città» (così come recita il famoso saggio di Rossi del 1966) e ai «princìpi logici per un nuovo razionalismo». Si tratta di indagare un percorso progettuale, quello rossiano, che tende a superare il funzionalismo proiettandosi verso valori di riferimento di tipo narrativo e poetico, è con questo il «razionalismo esaltato», quel felice rapporto tra princìpi logici universali e creazione poetica tradotti in un'architettura difficilmente imitabile, se non per tradursi in sterile replica del Maestro. Poiché quella di Aldo Rossi è stata una ricerca progettuale «fortemente espressiva di un universo autobiografico ed emozionale». E alla città quale scena fissa dell'esistenza umana, «manufatto costituito di parti e costruito nel tempo», interpretata nel farsi storico attraverso i suoi «elementi primari» (i monumenti), Rossi dedica e destina le sue architetture che rimangono nel tempo.