Recensioni / L'eclettico Gio Ponti nella sua Milano

Per Gio Ponti (1891-1979), Milano è stata un laboratorio di ricerca e verifica, uno spazio di continua sperimentazione, il luogo ideale per raccogliere la pluralità delle sue espressioni, dall’architettura al design, dalle arti decorative all’urbanistica, all’editoria. Eclettico «inventore della Superleggera e del Pirelli», scrive Stefano Boeri nella prefazione di questa guida alle architetture pontiane milanesi, «è riuscito a superare l’ossessione di realizzare un’opera autografa, in cui a prevalere fosse l’impronta riconoscibile del suo autore, scegliendo di ricorrere di volta in volta a forme inedite». Lo dimostra ogni edificio pubblico o privato, casa, chiesa o ufficio di questa rassegna dal 1920 al 1970. Il volume privilegia le immagini ai testi (presenti, ma essenziali) e non a caso, come un ulteriore omaggio, esce nello stesso formato (cm 13,5x18,5) scelto da Ponti per il suo Amate l’architettura, l’opera-libro programmatica e poetica in cui condensò la sua filosofia.