Recensioni / Amori fragili tra i mobili di casa

Tutte le storie d’amore sono accomunate da un’unica caratteristica: la fragilità. Come quella dei mobili fatti di truciolato compresso che invadono le nostre case, in modo particolare quelle delle coppie conviventi (più e meno giovani). Ciascun capitolo del libro La casa di cartone (di Roberto Moliterni) porta il nome svedese di ognuno di quei mobili utili per qualche mese e poi si vedrà se cambiarli o rattopparli in qualche modo. Si parte da Tarva, il letto, dove quei flirt avvenuti tra social e corsi di ballo vengono coronati alla vecchia maniera, quasi senza essersi mai incontrati prima. Per passare a Besta, l’armadio, dove abiti e abitudini di neoconviventi innamorati s’incontrano dentro un unico contenitore, simbolo della nuova vita insieme. Fino al Mulig, l’appendiabiti, quando la monotonia svuotà di passione gli amanti e non si sa come andrà a finire.