Recensioni / La doppia vita di Paul Celan

Un libro importante. Costruito sulla vita "come testo a fronte" dello scrittore Paul Celan, mitteleuropeo dell'est morto nel 1970, da Camilla Miglio, germanista dell'Orientale e traduttrice di Kafka ed Enzensberger: L'uomo senza terra, che vive in francese e scrive in tedesco, lingua madre ma anche lingua degli aguzzini nazisti. Deportato in Moldavia nel'42 dai rumeni filonazisti, sopravvive alla "extraterritorialità"grazie all'arte. La stessa lingua che sembra ghiacciare il suolo del campo di lavoro come ordine gridato dai soldati ai prigionieri, è salvezza. Recita a memoria Petrarca e le insegna ai compagni di cattiva sorte. Ungaretti e i Sonetti di Shakespeare sono la cifra del poeta, il cui nome stesso e "traduzione" d'altro: da Antschel lo cambia in Ancel, fino a ribaltarne le sillabe in Celan.