Recensioni / Malerba «Mozziconi», il barbone del Tevere che gioca con le parole e con il nulla della vita

Sabato alle 18 Daniele Benati e Anna Lapenna ci raccontano ai Diari di bordo Mozziconi di Luigi Malerba (Quodlibet 2019).
Due presentatori di eccezione per raccontare un libro importante del grande scrittore bercetese, uscito in prima edizione nel 1975 da Einaudi. Daniele Benati, scrittore e traduttore, è autore di Silenzio in Emilia (Feltrinelli, 1997; Quodlibet, 2008, Cani dell'Inferno (Feltrinelli, 2004) e delle Opere complete di Learco Pignagnoli (Aliberti Editore, 2006), che ha dato luogo a una serie di memorabili convegni-spettacolo in giro per l'Italia. Anna Lapenna è la vedova di Malerba (scomparso nel maggio del 2008) ed ha assistito alla creazione di romanzi come Il serpente, Salto mortale, Il fuoco greco, Le pietre volanti, Itaca per sempre e le raccolte di racconti La scoperta dell'alfabeto e Dopo il pescecane. Ancora di suo marito sono le sceneggiature di film importanti come Il cappotto e La lupa e un episodio del celeberrimo Amore in città.
Mozziconi è uno straccione che vive sotto i ponti del Tevere, una specie di filosofo anarchista, che pensa e mette i pensieri in bottiglia e li affida alle acque del Tevere; un poveraccio, d'animo aristocratico, che non fa lega con gli altri barboni, ignoranti e di scarso pensiero, che neppure leggono i giornali vecchi trovati in mezzo al pattume, come fa lui. Mozziconi è in fondo una specie di filosofo cinico, come l'antico Diogene, che viveva in una botte ad Atene facendo a meno di tutto, a cui perfino Alessandro Magno portava rispetto; al giorno d'oggi la filosofia cinica non è più di moda, solo Malerba le ridà dignità, mettendo in bocca a Mozziconi discorsi che somigliano a profonde verità o a stupidaggini, difficile dire cosa prevale, sempre però con la leggera comicità e divertimento, come è nel suo stile migliore.