Recensioni / A proposito della Storia

Nel 1974, la casa editrice Einaudi pubblica La Storia. Romanzo, di Elsa Morante. Per volontà stessa dell’autrice, il libro, «un’appassionata difesa delle vittime di uno scandalo che dura da diecimila anni», viene pubblicato in economica perché sia accessibile a tutti. Ciò che il romanzo vuole fare è dare una voce alla vita delle persone umili che la Storia ha travolto con spietata indifferenza. È un successo clamoroso; tuttavia sia la scrittrice che il romanzo subirono durissimi attacchi, soprattutto dalla classe intellettuale della sinistra marxista. L’imponente saggio di Angela Borghesi L’anno della Storia. 1974-1975. Il dibattito politico e culturale sul romanzo di Elsa Morante raccoglie oltre 200 recensioni uscite tra il giugno 1974 e l’agosto 1975. Tutti all’epoca sono scesi in campo in gran parte per attaccare il romanzo di Elsa Morante. Storici, psicologi, giornalisti, uomini e donne di cultura, ma soprattutto critici e scrittori. Da Cesare Garboli a Rossana Rossanda, fino a Pier Paolo Pasolini, che, pur essendo un amico intimo dell’autrice, non le risparmiò nette e crudeli stroncature. Angela Borghesi mette in luce la contraddizione critica di un Paese davanti a un’opera che spiazzava ogni ideologia politica. Tre i motivi individuati dalla studiosa. Il primo, l’invidia. La Storia diventa in pochi mesi un best seller. Vende molto, a discapito di altri capolavori che passano praticamente inosservati, e per questo agli occhi dei critici non può essere un buon libro. Il secondo motivo riguarda il pregiudizio di genere. Elsa Morante è un romanziere, ma soprattutto è una donna. All’epoca - come ancora oggi - ciò suscitava diffidenza e disapprovazione. Ultimo motivo, il romanzo commuove troppo in un periodo in cui la critica marxista considera il pathos narrativo dozzinale e lo rifiuta con fermezza. Attraverso questo saggio, Angela Borghesi è capace di descrivere la contraddittorietà che esiste nell’ambito della critica letteraria. Ma ancora di più, tra ciò che oggi è élite e popolo.