Recensioni / Quel romanzo della Morante fra critiche e retroscena

In una collana che sfoggia immacolate copertine salingeriane arriva uno splendido volume, che ricostruisce le coordinate di u n’epoca a partire da un libro... sacro. La Storia di Elsa Morante (nella foto) è dei romanzi più significativi della letteratura italiana, letto, commentato, amato, odiato, spesso senza misure. Ancor di più nei mesi successivi alla pubblicazione, che Morante volle in edizione economica perché potesse subito arrivare fra le mani di una vasta platea di lettori.

Angela Borghesi, docente universitaria a Milano, con una puntualissima e rigorosa cronaca e antologia della critica che si occupò de La Storia finisce per raccontare un’altra Italia, un’Italia in cui molti giudizi critici erano accecati dall’ideologia, ma in cui il dibattito non era certo scatenato dalle stupide trovate social o dalle rivelazioni piccanti ai reality. Elogi sublimi e feroci condanne (celebre la stroncatura dell’amico Pasolini, mentre la più squallida apparve su «il manifesto», firmata dai «compagni» Nanni Balestrini, Elisabetta Rasy, Letizia Paolozzi e Umberto Silva), grandi firme e misconosciuti recensori (circa 350 articoli) si alternano sul libro di Elsa Morante, epopea della sconfitta ed ennesima resurrezione del genere romanzo.