Recensioni / Librai e scrittori raccontano un libro: Le avventure dello stampatore Zollinger

Quando mi hanno chiesto di scrivere un consiglio di lettura dalla redazione di minimum fax, ho subito ripreso in mano la mia copia di Zollinger. August Zollinger è il protagonista delle Avventure dello stampatore Zollinger, scritto da Pablo d’Ors e pubblicato da Quodlibet, nella collana Compagnia Extra. Io, Zollinger, l’ho incontrato qualche anno fa. Come lui, senza un’occupazione ben definita e con mille passioni e progetti per la testa, mi districavo tra la ricerca di un lavoro e il desiderio di una scritta da poter inchiodare alla mia porta, come ha fatto Zollinger, e come avevo fatto già da bambino anche io, ora che ci penso: un foglio in cui avevo scritto con un pennarello nero la parola LABORATORIO. Ma questa è un’altra storia, qui vi racconto quella di August Zollinger.
La storia di Zollinger è la storia di tanti uomini diversi: Zollinger il ferroviere, Zollinger il soldato, Zollinger il calzolaio, Zollinger l’eremita, Zollinger l’impiegato. Anche se lui il suo destino, quello di stampatore, sembra desiderarlo fin da piccolo. Poi un giorno, disoccupato, inchioda alla porta di casa un cartello con su scritto TIPOGRAFIA. Per la piccola comunità di Romanshorn e soprattutto per la storica famiglia di tipografi e stampatori locali questo gesto fu considerato come un affronto. È a questo punto della storia, che poi è solo l’inizio, che Zollinger parte.
Avventure dello stampatore Zollinger è tra i libri che da Verso più consiglio e ho consigliato ad amici, colleghi e sconosciuti. Perché August Zollinger è uno di quei personaggi che ti insegnano a porti delle domande, a impegnarti e a perderti nelle cose di tutti i giorni. E anche lui d’altronde si perde, si perde in cose semplici come apporre bene un timbro in documenti ufficiali - Stampigliare Zollinger, stampigliare! -, si perde nei boschi in ricordo di amici scomparsi, s’innamora di una donna mai incontrata con cui scambia poche sillabe al telefono un paio di volte al giorno.
La cosa che forse più mi piace di Zollinger è il suo atteggiamento nei confronti degli altri. Non è un uomo concentrato solo esclusivamente nelle sue cose, anzi continua a guardarsi intorno e ad accorgersi e stupirsi di quello che lo circonda. Pronto sempre prima ad ascolt­are, poi a imparare.