Recensioni / 10 romanzi russi da leggere comodamente seduti

Quando si parla di letteratura russa bisogna fare una premessa. Mentre Dante impazziva dietro alle terzine, la letteratura russa non esisteva. Anzi, non esisteva proprio la Russia. A partire dal diciottesimo secolo, per poi esplodere nella seconda metà dell’Ottocento, il mondo letterario russo ha accelerato intorno al suo asse a una velocità che è difficile immaginare: condensata la tradizione europea dei secoli precedenti, questo mondo ha raggiunto una piena emancipazione, permettendosi di dialogare con l’Europa senza abbassare lo sguardo.

Come leggere i romanzi russi? Seduti, su un divano comodo. Non vanno temuti, non è fisica quantistica: per quella ci vogliono anni e se hai mollato la fisica a diciott'anni è meglio lasciarla stare. Per capire i romanzi russi bastano un po’ di costanza, elasticità mentale e un cuore che batte. Ecco i 10 che devi conoscere.

9. Mosca-Petuski – Venedikt Erofeev

Sul treno che va da Mosca a Petuski, cittadina della Russia europea centrale (che si pronuncia pitushkì) siede uno dei più grandi scrittori del Novecento. Uno dei più grandi scrittori del Novecento, che è anche uno dei più grandi alcolisti di Russia, che vuol dire uno dei più grandi alcolisti del Novecento. Sul treno che va da Mosca a Petuski, un grande alcolista scrive uno dei più grandi capolavori dimenticati del Novecento. Un vero bestseller clandestino, stampato in russo per la prima volta in Israele nel 1973, tradotto nel 1977 in Italia da Feltrinelli col titolo Mosca sulla vodka. Con lui, muore l’Unione Sovietica: morto Venedikt Vasil'evič Erofeev (si dice Ierofieief), tocca inventarsi qualcosa.