Recensioni / Cosa bolle in libreria. . . ad aprile

Si comincia con una proposta di Quodlibet che vede Simone Gobbo autore di un saggio dal titolo L’innocenza del muro (correlato dai disegni di Riccardo Miotto) che analizza le funzioni materiali e i significati immateriali dell’ostacolo architettonico, della distanza e della divisione dei corpi attraverso il limite fisico. Si leggono riflessioni su un tema che spazia dagli ambiti urbanistici a quelli filosofici, dal tempo del dopoguerra a oggi, richiamando il pensiero di Peter Eisenman sul muro inteso come “indicatore testuale” a quello di Rem Koolhaas sul muro di Berlino, fino al caso estremo di Peter Märkli che fa “assorbire” il muro nel paesaggio. Il muro, che nella realtà odierna ha ripreso un ruolo centrale nell’agenda geopolitica internazionale, diventa in queste pagine uno stimolo d’indagine sulle conseguenze concettuali e simboliche che una tale struttura primordiale e inconscia può scatenare: «Lo spazio del muro contiene un sentimento ambivalente che continua ad alimentare la storia incessante del confine: volere una protezione dove stare al sicuro mentre si è pronti ad assecondare il desiderio di muovere verso altro, in esplorazione all’esterno. Fuori dallo spazio, fuori da noi».