Recensioni / «San Martino di Carducci? È piena zeppa di errori»

«Eran trecento, eran giovani e forti e sono morti!». Quante inesattezze nel famoso incipit de La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini. Cosa ne poteva sapere una spigolatrice della spedizione di Carlo Pisacane? Poco o nulla. «Fornisce molti dati sbagliati», scrive il critico Alberto Piancastelli, architetto bolognese, autore di un pamphlet edito da Quodlibet, non a caso intitolato Pignolerie.
Il critico in questione, che critico in senso stretto non è, gioca con le parole, con i poeti e le opere più famose, per sottolineare contraddizioni, inesattezze. Il tutto con meticolosità, sulla base di principi fisici, temporali, geometrici, matematici e così via. Un pignolo (un ruolo letterario, ma nella vita «Albi» è tutt'altro), che fa le pulci con deriva dichiaratamente ironica. La spigolatrice afferma che i partecipanti erano 300, ma non è esatto. Da Genova partirono in 24 più Pisacane. Poi a Ponza, dove fecero scalo, il gruppo liberò 323 detenuti che si unirono alla missione. Insomma, «gli imbarcati erano 348, non 300. Un dato sottostimato del 16% circa, non è poco».
E poi erano giovani? «Pisacane aveva 39 anni: per l'epoca un uomo più che maturo». E sono morti tutti? «La metà furono catturati e poi graziati dal re». In effetti «non può essere considerata una cronista attendibile». Insomma, un disastro. E non sarà l'unico. Le poesie fanno acqua da tutte le parti.
Almeno secondo «la versione di Piancastelli», alle prese con poesie da Nobel. Fra le 25 scelte troviamo A Zacinto di Foscolo, San Martino e altre di Carducci, Meriggiare pallido e assorto di Montale, Marzo 1821 di Manzoni, L'infinito di Leopardi, La quercia caduta di Pascoli, Il giuramento di Pontida di Berchet, fino a Mercantini. Piancastelli, nonostante gli studi al Minghetti, non è un amante della poesia. Fondamentale l'incontro con Ermanno Cavazzoni.
«Mi diede da leggere l'Orlando furioso, gli feci notare alcune incongurenze. Gli piacquero parecchio». Quindi il passaggio dal poema cavalleresco alla poesia. «“Quelle che conoscono tutti”, mi suggerì», perché esaltano l'aspetto comico. E così è andata. Di appigli per demolire un testo le poesie sono ricchissime. «Dettagli che non quadrano». Bisogna però stare al gioco. E come dice Cavazzoni «essere sordi al linguaggio figurato», leggere dritto per dritto». E Piancastelli s'è prestato. Aggiungendo sofisticate spiegazioni scientifiche. «La nebbia agli irti colli piovigginando sale», la ricordiamo tutti San Martino. Tutta sbagliata. «Il titolo non va bene. Carducci la scrive l'8 dicembre e non l'11 novembre, si sarebbe dovuta chiamare Santa Concetta o Santa Immacolata».
Non solo. «Come fa il sommo poeta a spiegare cosa succedeva contemporaneamente sul litorale (dove urla e biancheggia il mar) e a Bolgheri (che dista dalla costa 7 km)? Avrebbe dovuto essere ubiquo», e da lì le varie soluzioni al problema. Quelle che insieme a Cavazzoni stasera alle 18:30 all'Ambasciatori racconterà in diretta Facebook e poi con il firma copie. E alla fine, se lo ascoletere/leggerete non direte di lui quello che lui scrive dei “suoi poeti”. «Mi aspettavo qualcosina di più, son sincero».