Recensioni / Dieci libri di narrativa che sono meglio di un manuale di storia per conoscere la Russia

A volte non occorre rivolgersi alla saggistica per cogliere appieno lo spirito dei tempi: tra accurati romanzi storici e testimonianze autobiografiche si può avere un quadro fedele degli avvenimenti.

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9 / “Mosca-Petushkì” – Venedikt Erofeev, 1973

Uno dei pochi libri sulla realtà sovietica che è diventato ampiamente conosciuto e famoso al di fuori dell’Urss, Mosca-Petushki (Москва — Петушки) è stato etichettato dal suo autore, Venedikt Erofeev (1938-1990) come “una poesia, sebbene scritta in prosa”. Racconta la storia di un intellettuale alcolizzato che viaggia su un treno suburbano da Mosca alla cittadina di Petushkì (120 chilometri a est) per andare in visita alla sua fidanzata e al figlio.
Secondo la trama del romanzo, il protagonista è sempre ubriaco marcio: Mosca-Petushki è la tragica storia della vita di una persona distrutta nella società disumana di uno Stato sovietico in fallimento. Affronta tutti gli aspetti della vita sovietica con umorismo amaro, franchezza impassibile e con l’atteggiamento da emarginato sociale snob e altamente istruito, come era lo stesso Erofeev.
Mosca-Petushki è considerato da molti il libro di testo perfetto per chi vuole imparare le parolacce russe.
In libreria potete adesso potete trovarlo nella traduzione di Paolo Nori come Mosca-Petuškì. Poema ferroviario, edito da Quodlibet. In passato era uscito da Feltrinelli nel 1977 come Mosca sulla vodka (traduzione di Pietro Zveteremich) e nel 2004 come Mosca Petuški e altre opere (Gario Zappi). C’è anche una traduzione di Mario Caramitti edita da Fanucci nel 2003: Tra Mosca e Petuški.