Recensioni / Carlo Mollino, la riscoperta di un artista inclassificabile

Carlo Mollino (19051973) è diventato un mito. Come si meritava. Una figura che non solo è stata riconosciuta nel suo pieno valore di avanguardia geniale e incatalogabile (architetto e designer, sciatore, fotografo, scrittore, pilota e aviatore), ma che, per quel suo esprit ecclettico e irregolare, si colloca nel pantheon dei miti. Una consacrazione internazionale, che non è partita da Torino. In questo periodo è protagonista di tre eventi, che sono ricerche e omaggi insieme. Una mostra, una collezione di design e un libro.
Negli spazi della Collezione Maramotti di Reggio Emilia la Casa-Museo di Mollino in via Napione è al centro di un dialogo espositivo a tre. Una selezione di polaroid realizzate da Mollino tra gli anni '50 e'70, gli scatti della tedesca Brigitte Schindler e i dipinti del portoricano Enoc Perez. "Mollino/ Insides" (per una visita virtuale) è una lettura della casa torinese con cui Perez e Schindler cercano di andare oltre al visibile di un appartamento concepito come un'opera d'arte totale, in ogni suo dettaglio, per restituirne il segreto e la magica atmosfera. "Quando guardo gli interni di Casa Mollino ci vedo un luogo immaginario dove entrare per rubare immagini già fatte e bellissime", spiega Perez, con riprende gli ambienti con una figurazione rarefatta e materica, dietro cui evoca il ritratto di Mollino stesso. Racconta, invece, di una lunga esplorazione di tre anni Schindler, "mi sono lasciata ispirare, un volo, un sogno tra queste stanze". Le sue grandi fotografie sono scorci intensi che emanano energia. Su queste visioni si collocano le polaroid di Mollino, una declinazione del femminile che partiva da corpi reali e sensuali, costruiti con accessori, indumenti, trucchi e parrucche come opere d'arte, per disegnare un'ideale di bellezza superiore, una femminilità sacra e oltre il tempo.
Un mese fa, invece, a Milano Zanotta ha presentato una riedizione di oggetti di design disegnati tra gli anni '40 e'50 da Mollino, dallo Specchio Milo, che riproduce la silhouette della famosa Venere, al Comodino Carlino, primo pezzo firmato da Mollino nel `33, al Tavolo Reale, entrato nelle cronache mondiali per una vendita record all'asta di Sotheby's 2005, dove fu battuto a oltre 3 milioni e mezzo di dollari. Il libro è un ricco volume appena uscito, Carlo Mollino Designs (Quodlibet). Gli autori Pier Paolo Peruccio e Laura Milan rileggono l'opera di Mollino attraverso documenti d'archivio inediti e i progetti realizzati proprio per Zanotta, azienda che nei primi anni '80 contribuì a ridare valore e presenza alla sua figura, mettendo di nuovo in produzione alcuni pezzi. Il libro parte dai progetti per le case torinesi Miller (1938), Minola (1944) e Orengo (1949), fino ad arrivare al 1959 con la seduta alpina Fenis, ideata per il Politecnico di Torino. Un lascito di pensiero e opere, quello di Mollino, che costituisce un serbatoio infinito per mostre ed eventi futuri.