Recensioni / Teoria dell’eteronimia

Nella letteratura del XX secolo Fernando Pessoa è senz’altro una delle figure fondamentali, poeta, scrittore e aforista che ha avuto un impatto sulla narrativa e la filosofia, trasformando per sempre il modo di concepire e rappresentare differenti livelli di vita. Teoria dell’eteronimia è un autoritratto, anche se non era così nelle intenzioni, di un artista la cui magnifica capacità di spaventare, meravigliare e disturbare rimane luminosa oggi come lo era al culmine dei suoi poteri. Questo è un libro oscuro e importantissimo, perché sa riordinare momenti fondamentali della riflessione su un tema che resta complesso: essere se stessi, assumere identità multiple, uno nessuno centomila volti, persone che sono innumerevoli maschere. È in questo volume, sempre bianchissimo di Quodlibet, che possiamo trovare le chiavi di lettura di uno strano e tortuoso processo creativo che consiste nella composizione di opere a nome di autori fittizi, dotati di identità indipendenti; scoprire segreti e soluzioni per una maggiore comprensione dei meccanismi più ossessivi che muovono la scrittura. Il credo letterario di un uomo fuori dal comune arriverà a esprimersi in un senso quasi religioso: la sua produzione diventerà postulato universale, appunto valido per tutti, anche per chi avrà voglia di contraddirlo.