Recensioni / Miles Davis e i dischi mai registrati

A volte la semplicità di una frase può schiudere la porta sulla verità. Crediamo abbia colto nel segno Chick Corea, quando disse candidamente che Miles Davis nel periodo cosiddetto elettrico «stava cercando il suono della giovinezza». Nuovi suoni, nuovi strumenti, nuovo look, nuovi ritmi, in parte nuovi musicisti. Mentre l'America nera correva dietro al funk, lui rischiava di rimanere indietro. Miles Davis, il Quintetto Perduto e altre rivoluzioni dí Bob Gluck (a cura di Claudio Sessa, Quodlibet, collana Chorus, pp. 336, € 25) racconta Miles, mettendolo al centro di una serie di rivoluzioni del jazz a partire dalla fine degli anni Sessanta, dal suo cambiamento di rotta finito in dischi come In a Silent Way e Bitches Brew e dalle incisioni mancate con il Quintetto Perduto (tanti live ma niente dischi), con Wayne Shorter, Chick Corea, Dave Holland, Jack DeJohnette.

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