Recensioni / Margherita e il Dizionario per tornare a sognare

Tutto si risolve in una manciata di minuti. Un rapido cambio di scena. Gli elementi che la compongono, reali e simbolici, trasformano il palcoscenico nel "non luogo" dove agiscono gli interpreti: attori, étoile, cantanti lirici. La Grande magia, con limiti e sortilegi come scrisse Eduardo De Filippo, si rinnova: lo farà ancora adesso che i teatri si riaprono.
Magia, ma anche sogno. Sinonimi per scenografi e registi. In sinergia. Sortilegio che necessita di parole chiave altrettanto magiche. In era digitale e globalizzata devono essere comprensibili in tutte le lingue, per progettare da ogni dove. Margherita Palli, classe 1951 (compleanno tondo il 4 luglio), svizzera di nascita, internazionale di formazione, ha trasformato decenni e decenni di attività teatrale come scenografa (dall'inizio al fianco di Gae Aulenti, il lungo sodalizio con Luca Ronconi e oggi con registi come Mario Martone), e la terminologia che ne è la base, in un Dizionario teatrale; editato con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti dove è docente di scenografia, e realizzato in sette lingue: dall'italiano al cinese. Oltre un migliaio di parole e un apparato effetto lente di ingrandimento, per immagini e narrazione, dei suoi rituali. Come svela Palli: «A teatro si parla una babele, ci si esprime mischiando la propria lingua con altre. Mondo scaramantico dai riti strani, li accetta e ti chiede di adattarti». Così magia e sogno si rinnovano.