Recensioni / I 12 libri per cui vale la pena andare in libreria a maggio

La città degli orti. Coltivare e costruire socialità nei piccoli spazi verdi della Grande Milano

Oltre 850 ettari di orti urbani. È questo il numero significativo dei terreni dedicati alla pratica ortiva nell'area metropolitana di Milano, un fenomeno, quello degli orti urbani, che ormai non si può definire solo una moda anche se non conosciuto in profondità. Parte della vita e del paesaggio quotidiano in molte città europee, in particolare, nel capoluogo milanese, gli orti caratterizzano in modo esteso le grandi periferie e gli spazi tra città e campagna. Se nei primi decenni del Novecento, i primi tentativi di portare la campagna e la produzione ortiva a Milano sono motivati dall'aiutare le famiglie operaie nell'integrare il loro bilancio, è verso metà anni Settanta e inizio anni Ottanta che si compie un'evoluzione. “Iniziative private, pubbliche e aziendali vedono negli orti urbani un potenziale, non solo e non tanto per il sostentamento alimentare, quanto per una migliore qualificazione degli spazi urbani, per la socializzazione della popolazione, lo sviluppo di una cultura della tutela dell'ambiente”, scrive nell'introduzione Mario Cucchi. Il libro indaga il quadro attuale rielaborando e sviluppando uno studio di Politecnico, Italia Nostra e Fondazione Cariplo svolto nel 2016-2018. Come funzionano gli orti milanesi? come sono coltivati e quali sono le caratteristiche degli ortisti, ovvero chi li coltiva? Cosa e quanto producono? Quali sono le forme di gestione, pubblica o privata? Quali molteplici funzioni svolgono? La ricerca empirica sul campo ha osservato, analizzato e descritto gli orti in tutti i loro aspetti mentre, anche con l'aiuto delle tecnologie, è stato possibile mappare gli appezzamenti ortivi dell'area metropolitana per comporre un database aperto, completato da mappe e diagrammi, che possa costituire una base informativa per progetti e prospettive future. Allo stesso modo è stato possibile individuare le varie tipologie di orti urbani. Oltre ai singoli appezzamenti coesistono colonie ortive, aggregazioni con estensioni variabile che possono essere organizzate e gestite da enti pubblici o autorganizzate. E ancora si sono definiti “in modo preciso i caratteri dimensionali e i principi di funzionamento degli orti milanesi individuando, oltre alle dimensioni e alla geografia del fenomeno, gli indizi, a volte deboli, di possibile evoluzione: le molteplici potenzialità sociali, ecosistemiche, la multifunzionalità e soprattutto l'estensione le a capillare diffusione del fenomeno”, è scritto nelle ultime pagine. Infine, nella scena attuale gli orti “si presentano come spazi aperti a molte possibilità, ambiti di azione innovativa e di cura condivisa della città”.