Recensioni / Segreti e superstizioni del teatro nel mondo

Margherita Palli è una scenografa svizzera (Mendrisio, 1951) nota in tutto il mondo per i suoi allestimenti innovativi e mai dissacranti. Leggendaria la sua collaborazione con Luca Ronconi alla Scala, alla Fenice, all'Opera di Roma; ha lavorato anche con Gae Aulenti per il progetto parigino del Musée d'Orsay. All'attività sulle tavole dei palcoscenici, Palli affianca la riflessione teorica nella Naba, Nuova accademia di belle arti, a Milano e a Roma, che offre corsi di design, moda, grafica e comunicazione, nuove tecnologie, scenografia, arti visive, per i quali rilascia diplomi accademici equivalenti ai diplomi universitari di laurea. Proprio in quest'ultima veste, Margherita Palli ha curato un Dizionario teatrale in sette lingue: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, russo, cinese (Quodlibet, pp. 288, euro 19). L'internalizzazione degli operatori dello spettacolo (attori, cantanti, registi, musicisti, coreografi, danzatori, tecnici, allestitori...) crea grossi problemi di comprensione linguistica; da qui l'utilità di un Dizionario che faccia da interprete: le quinte teatrali (dietro le quinte), per un inglese sono wings (o legs), in tedesco Abstellfläche, in spagnolo alcahueta... Quello di Margherita Palli è un Vocabolario Nomenclatore, cioè traduce i vocaboli nelle sette lingue, ma non ne spiega il significato che per gli addetti è chiaro (basta dire Fernsehapparat e un tedesco capisce che si sta parlando di un monitor), ma ci sono termini tecnici incomprensibili anche al lettore italiano. Prendo un esempio pittoresco dal divertente contributo di Franco Malgrande, direttore allestimento scenico della Scala, sul dizionario Palli: «Il tirone impaurito tiene stretta la quinta, ma non molla la chiavarda, mentre l'americana scende focosa dalla graticcia». Ci vuole il vocabolario Treccani per capire che si chiama tirone «nella scenotecnica, ciascuna delle aste di ferro o di legno che, inchiodate sul piano del palcoscenico e fissate per mezzo di ganci alla parte superiore del telaio, servono a tenerlo in posizione verticale». Della quinta abbiamo detto; la chiavarda è una specie di bullone; l'americana è il traliccio appeso al soffitto per sostenere siparietti, fari e proiettori; la graticcia è il soffitto del palcoscenico costituito da strisce di legno equidistanti che lasciano libero lo spazio per l'applicazione di rocchetti e altro. Capito? Molto divertente la rassegna di riti, superstizioni, curiosità teatrali. Colori da evitare: in Italia il viola, colore liturgico della quaresima durante la quale i teatri erano chiusi e dunque i teatranti pativano la fame; nel Regno Unito il blu porta sfortuna, in Germania e in Francia il verde, in Spagna e in Russia il giallo. Ogni teatro ha le sue idiosincrasia e la sua storia. Curiosità: in Russia si entra in palcoscenico col piede sinistro, in camerino col destro; in Germania le piume di pavone sono vietate, anche nei costumi, per il malocchio; alla Scala, mai guardare il pubblico attraverso il sipario prima dello spettacolo, e si ritiene che se la prova generale è stata perfetta, ci saranno problemi alla prima.