Recensioni / Saggi, interviste, omaggi e scritti su Max Ernst

Usignoli che spaventano i bambini, calderoni con la proboscide, uccelli antropomorfi e paesaggi lunari. «Abbiamo tutti negli occhi una gran quantità di opere di Max Ernst, eppure di lui si è scritto e tradotto poco in Italia». Per rimediare a tale mancanza, Elio Grazioli e Andrea Zucchinali raccolgono in un corposo titolo della collana Riga testi storici e nuovi contributi sulla sua vita e la sua arte. Cittadino di molti paesi, riscoprì ilfrottage e il grattage, ma soprattutto creò immagini mai viste, per mostrare il processo di invenzione mentre si sta svolgendo, quello che il Manifesto del Surrealismo chiamava «il funzionamento reale del pensiero». A Robert Lebel, lo storico dell'arte che nel 1969 cercava dí fargli dire qualcosa di più sull'argomento, rispose con tutto il suo aplomb: «Ho sempre sperato che la mia opera fosse sufficiente per coloro che sanno vedere».