Recensioni / La ceramica secondo Luigi Ghirri

Sono 30 fotografie di piastrelle di ceramica, eppure potrebbero benissimo essere esposte in una galleria. Frutto della collaborazione decennale del fotografo di Scandiano (Reggio Emilia) Luigi Ghirri con l’azienda di ceramiche Marazzi, gli scatti sono rimasti quasi totalmente inediti per oltre quarant’anni. Riappaiono oggi in un prezioso volume non destinato alla vendita, Luigi Ghirri. The Marazzi Years 1975-1985, e sono consultabili sul sito dedicato ghirri.marazzi.it, a cura di Studio Blanco, che verrà arricchito progressivamente con nuovi testi di accompagnamento. Dal 16 settembre fino al 31 ottobre gli scatti del libro saranno esposti al Palazzo Ducale di Sassuolo, dove l’azienda Marazzi ha ancora la sede storica. Dopo si sposterà a Parigi.
Anche se il sodalizio è iniziato nel 1975, quando il fotografo aveva trent’anni, per tutta la sua infanzia la sua strada si è incrociata con quella di Marazzi: fin da quando, da bambino, osservava tutte le mattine i lavoratori dirigersi in bicicletta verso la fabbrica di ceramica di Sassuolo, lo racconta nella raccolta di scritti Niente di antico sotto il sole, pubblicato quest’anno da Quodlibet. Si parla di collaborazione, non solo di promozione pubblicitaria, perché gli scatti si inseriscono perfettamente all’interno della produzione artistica di Ghirri. Se negli anni Settanta si era dedicato alla riflessione sul medium fotografico, e negli Ottanta a quella sul territorio, gli anni di Marazzi sono la sintesi perfetta.
«La ceramica ha una storia che si perde nella notte dei tempi», ha scritto Ghirri a proposito del suo progetto col marchio, «questo lavoro, al di là di altri significati, è la ricostruzione di alcune stanze della mia memoria», dove le ceramiche non sono solo un oggetto su cui si posano altri oggetti, ma la testimonianza che la realtà attorno a noi si è trasformata in un grande racconto. Le piastrelle diventano così lo sfondo di piccole scene teatrali che hanno come protagonisti una rosa, un uovo, la sua Olympus, dei ritagli di giornale, che si animano in un dramma istantaneo stile kitchen sink. Gli scatti di Ghirri per Marazzi faranno parte di un progetto espositivo europeo che ha avuto come inizio simbolico Reggio Emilia, in occasione dell’iniziativa Fotografia europea che si è tenuta la scorsa estate.

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