Recensioni / Voci dal verbo LEGGERE

In occasione della pubblicazione di Dalla via Emilia a San Pietroburgo, Quodilbet 2021, qualche domanda su libri e lettura a Tiziano Bisi.

Che ruolo hanno libri e lettura per te, qual è il tuo rapporto con la parola scritta e le immagini e con l’oggetto libro/pubblicazione?
Per me la Letteratura e la lettura sono tutto. I miei genitori, fin da giovanissimo, mi hanno abituato a leggere, regalandomi libri di avventura, misteri, storia e a viaggiare. Mi hanno educato a dare valore alla cultura, alle parole scritte dei grandi maestri, al pensiero filosofico, all’intelligenza, a leggere per sviluppare la mia curiosità e dubitare, sempre, di ciò che interessa e di ciò di cui parlano la maggioranza delle persone. Ancora oggi, le abitudini, i pensieri del popolo “dormiente”, quello che si abbevera di televisione, social media, competizioni sportive, abiti alla moda e aperitivi, mi lasciano indifferente. Io sono sempre stato circondato e impregnato, fin nell’animo, dai libri. Perciò, il mio romanzo vuole essere un omaggio alla grande Letteratura che amo e a quelle Muse e a quegli Angeli Custodi che mi hanno così tanto ispirato.

Quali sono i testi significativi nella tua formazione?
Sicuramente tutta la grande letteratura dell’Ottocento: dai Fiori del Male di Charles Baudelarie a Una stagione all’inferno e alle Iluminazioni di Arthur Rimbaud; dal Pomeriggio di un Fauno di Stéphane Mallarmé ai Canti di Maldoror di Isidore Lautréamont, a Le figlie del fuoco di Gérard De Nerval; da Iperione di Friedrich Hölderlin a Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche; dai Canti e le Operette Morali di Giovanni Leopardi alle Notti Bianche e Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij, ai Racconti di Pietroburgo e Anime morte di Nikolaj Gogol’, a Anna Karenina di Lev Tolstoj; da Moby Dick a Bartebly lo scrivano di Herman Melville. Poi il primo Novecento, con La coscienza di Zeno di Italo Svevo, Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Il porto sepolto e Allegria di naufragi di Giuseppe Ungaretti e gli Ossi di seppia di Eugenio Montale; Il processo di Franz Kafka; i futuristi, i surrealisti. Per arrivare al Viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Celine, La peste di Albert Camus, Eliogabalo di Antonin Artaud, Chiedi alla polvere di John Fante e i beatnink americani: Sulla strada di Jack Kerouac, La scimmia sulla schiena di William Burroughs. E poi, Se questo è un uomo di Primo Levi, Il pasticciaccio di Carlo Emilio Gadda, Il mestiere di vivere di Cesare Pavese. E tutto Caravaggio. Tutto Van Gogh. Tutto Charles Bukowskij. Tutto Thomas Bernhard. Tutto Leonardo Sciascia, sul quale mi sono laureato. E tutto il cinema di Werner Herzog, quello della nouvelle vague, di Hitchcock, di Fellini, di Andrej Arsen'evič Tarkovskij, di Nikita Sergeyevich Mikhalkov. Poi Chet Baker, Miles David, John Coltrane, Bob Dylan.

Biblioteche, archivi, librerie, rete: dove cerchi parole e immagini, volumi e riviste, fumetti utili per le tue ricerche?
Da ragazzo avevo una Scheda dei Prestiti in ogni biblioteca di ogni quartiere di Bologna, e in questo modo potevo prendere in prestito anche quaranta, cinquanta libri contemporaneamente ogni mese. In una saletta al primo piano della Biblioteca Borges e, soprattutto, dentro Biblioteca Salaborsa, un luogo di culto per me, quasi un Tempio, seduto a un tavolino lungo il ballatoio al primo piano e al Caffè’ al piano terra ci ho scritto almeno un paio di capitoli di Dalla via Emilia a San Pietroburgo. Ho voluto persino ricordarla Biblioteca Salaborsa citandola a proposito di certe fotografie di Grigorij Rasputin, che vi avevo scovato in un scaffale del seminterrato.

Lettura come stimolo, approfondimento, per documentarsi, per distrarsi…? Tu come la pratichi?
Adesso leggo e rileggo quasi solamente testi “spirituali”, in primis i Vangeli. Poi le conferenze dei grandi maestri, esoteristi, antroposofi, del primo Novecento, come Rudolph Steiner, i testi di magia bianca. Oggi io necessito di un livello di comprensione del mondo e della vita che va al di là della Letteratura. Si tratta di letture che si trovano ad anni luce di distanza da questa attuale transumanità, da questo homo economicus che ha interrotto il contatto con il Divino, che ha sigillato il cuore, che pensa solo a lavorare per fare soldi, per procurarsi vantaggi materiali, beni terreni; che si è rifugiato in un materialismo totalizzante, una depravazione dello spirito che ci sta spingendo tutti in un precipizio senza ritorno.

Quali sono le letture che hanno contribuito al tuo percorso artistico? Quali libri, riviste, fanzine, fumetti si accumulano sul tuo tavolo di lavoro?
Sicuramente Friedrich Nietzsche, Giacomo Leopardi, Hermann Melville, Franz Kafka, Louis Ferdinand Celine, Thomas Bernhard, che io venero come se fossero idoli di un qualche culto pagano. La parola scritta per me è cibo, un nutrimento dell’anima, un credo assoluto come per un altro può esserlo lo sport o la fede politica. Riviste e fumetti non ne leggo quasi mai.

Tieni dei libri, fumetti, riviste in casa? Se si, ci racconti brevemente come è o non è organizzata la tua libreria?
Cambio spesso abitazione e ho vari domicili in giro per il mondo. Ovunque mi trovo si accumulano i libri, che poi, inevitabilmente, devo regalare, quasi sempre a una qualche associazione di beneficenza. Centinaia di volumi li ho donati a Piazza Grande. Secondo me, i libri non dovrebbero restare confinati in una libreria a prendere polvere, e perciò, una volta letti e riletti, andrebbero donati.

Hai dei consigli di lettura da suggerire?
C’è un romanzo di viaggio ”filosofico” molto interessante e appena uscito in libreria per le edizioni Quodlibet. Un’autentica fucilata in prosa, una scarica elettrica per questa umanità che dorme, che è già morta ancor prima che sopraggiunga la cosiddetta “morte”. Lo consiglio a chi è curioso di viaggi, di Russia e di Est Europa, di racconti di vita vera, vissuta. Si intitola Dalla via Emilia a San Pietroburgo lo trovate un po’ dappertutto. L’autore, guarda un po’, si chiama come me, Tiziano Bisi.