Recensioni / Max Ernst

Questo saggio maestoso, a cura di Elio Grazioli e Andrea Zucchinali, nasce dallo stimolo suscitato dalla persistenza di alcuni vuoti nel discorso e si ripropone di individuare e analizzare le ragioni profonde e i caratteri distintivi di una certa vocazione, di ripercorrere, attraverso testi storici, analisi di riferimento e contributi d’autore – da parte di chi c’era e lo ha conosciuto o chi ha trascorso la sua intera esistenza a studiarlo – vicende, idee e rivoluzioni di e su Max Ernst e Surrealismo in pittura. Dopo il collage, l’invenzione del frottage, poi il grattage, sarà possibile tornare a contemplare inedite iconografie, figure fantastiche e oscure di umani e animali su paesaggi deformati, ancora straordinariamente così potenti e convincenti. La vasta produzione visiva e testuale dell’artista incontra qui una insolita letteratura nata attorno alla capacità allucinatoria dello spirito da lui così abilmente messa in scena, dentro un libro che è accesso a un tempo nuovo nel quale sogni rincorrono visioni come non era mai accaduto prima. Consiglio di lettura, tornate sempre a Leonora Carrington: Uccelli d’Amore, Uccelli della Notte, Uccelli del Paradiso e Uccelli del Diavolo sono tutti avvinghiati con le ali nella cucina sotterranea dell’Uccello Superiore.