Recensioni / Periferie senza incubi, ecco come si possono fare progetti. Un libro

Non è certo una novità parlare di periferie, argomento principe di mancate promesse elettorali. Periferie per raccogliere voti e poco più. Ma se ad affrontare il tema, lontani da proclami, sono professionisti del settore, è diverso. Fondazione Cariplo e Politecnico di Milano hanno dato vita al libro "Periferie del cambiamento", sottotitolo "Traiettorie di rigenerazione tra marginalità e innovazione a Milano" (edizioni Quodlibet), autori Francesca Cognetti (professore associato PoliMi), Daniela Gambino (architetto, ricercatrice PoliMi) e Jacopo Lareno Faccini (ricercatore PoliMi e socio di Codici Ricerca e Intervento), una pubblicazione che esplora il ruolo delle periferie nella città contemporanea prendendo avvio da un'esperienza biennale in diversi quartieri milanesi, in particolare, il quartiere Adriano, il Corvetto e via Padova. Ma il lavoro è partito ben prima quando nel 2016 Giuseppe Guzzetti e Beppe Sala si uniscono sull'interesse per la rigenerazione delle periferie e concordano le aree di particolare interesse. Nasce "LaCittàIntorno", programma di rigenerazione urbana promosso da Fondazione Cariplo con un investimento di 10 milioni di euro, per favorire il benessere e la qualità della vita nelle città, l'idea è di "accendere le luci" con nuovi progetti artistici e di aggregazione, iniziative culturali e di dibattito. "Il modello d'intervento - spiega Chiara Bartolozzi, responsabile del programma LaCittàlntorno - si sviluppa in due macro capitoli: uno orientato al benessere degli abitanti e i luoghi comuni (gli spazi verdi); l'altro capitolo è relativo allo sviluppo dei territori con i punti di comunità (Corvetto, Adriano e il futuro ex convitto Trotter che aprirà a giugno)". Non meno importante lo sviluppo socio economico, con la nascita e il consolidamento di start up che operino nei settori che una ricerca del Politecnico ha indicato come maggiormente promettenti su quel territorio specifico. E per finire c'è "AbbracciaMi", il percorso ciclabile e pedonale che abbraccia tutta Milano, "70 chilometri che connettono i quartieri coni parchi e che diventa un punto di attrazione diventando un ulteriore motivo di sviluppo di questi territori". Gli autori del volume riassumono i passi di un percorso positivo: prima azione, usare la cultura come leva di rigenerazione; seconda azione, la rigenerazione degli spazi verdi per cui sono stati attivati gruppi di cittadini e associazioni per la riqualificazione e la loro successiva presa in cura. Oggi si contano 13 patti di collaborazione tra cui quelli fatti coni bambini, in particolare l'innovativo "A piccoli Patti. Le bambine e i bambini reinventano la città".