Recensioni / Un lampo a due dita. Scritti scelti di Louis Armstrong – A cura di Thomas Brothers

Mi sono sempre chiesto cosa ci fosse dietro a quell’enorme sorriso e a quegli occhi che sprizzavano gioia e grazie a “Un lampo a due dita. Scritti scelti di Louis Armstrong” edito da Quodlibet credo di essere finalmente riuscito a scorgere una piccola parte dietro all’icona. Diciamocelo, l’incredibile talento musicale di Armstrong, la sua estrema vitalità, la voce roca e simpatica, sono elementi da cui non si può scappare. Accaparrano tutta la nostra attenzione. Quando Armstrong oscilla mentre suona la tromba è il suo movimento ipnotico che seguiamo, niente altro sfugge a quella forza gravitazionale. Ma allora come fare ad andare oltre, come “vedere” altro?

In aiuto ci viene il volume curato da Thomas Brothers che raccoglie alcune delle testimonianze scritte da Louis Armstrong in persona. Infatti, leggendo le prime pagine di questo volume, scoprirete che Armstrong non era solo un musicista eccezionale, ma era anche un uomo capace di portare sempre con sé una macchina da scrivere portatile. Questo era un primo punto di rottura. Infatti questa sua “mania” di scrivere andava in contrasto con l’idea dell’epoca che i musicisti fossero pressoché analfabeti. Armstrong in questo senso spiccava, ancora una volta.

E quindi, sfogliando le pagine di questo libro potrete rispondere alla domanda delle domande: Tutta la creatività di Armstrong veniva mostrata solo con la tromba in mano? La risposta è no. Nei testi presenti in “Un lampo a due dita“, che per inciso, si riferisce allo stile di battitura poco ortodosso e molto da principiante, Armstrong riesce a riversare la stessa creatività e la stessa energia di quando suona. L’utilizzo della punteggiatura sui generis, l’uso di apici e virgolette, di maiuscole e corsivi mostra su carta tutta la brillante genialità di Louis Armstrong. Sembra quasi che lui cerchi costantemente di tradurre su carta il ritmo che possiede innato dentro di sé, sembra che segua sempre la musicalità del Jazz, la sua sete di improvvisazione.

Sempre. Sia che scriva una lettera a un ammiratore, a un parente o a un soldato in Vietnam. L’energia che quell’uomo sprigionava con la tromba era solo una piccola parte di quella che aveva in corpo. Scrivere gli dava la possibilità di esprimersi in maniera completa.

Quello che “Un lampo a due dita” riesce a dare è un ritratto a trecentosessanta grandi dell’uomo che stava all’ombra dell’artista. I testi presenti nel volume ci mettono di fronte a tutte le sfumature della personalità di Louis Armstrong, un uomo dall’energia contagiosa.

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