Recensioni / Orecchie, pizzini, culturisti. I consigli dell'editor, Blu Gogol n Siti

Non esistono libri scritti bene, ma solo riscritti bene. Secondo Gogol', otto è il numero magico: minimo e massimo di revisioni per tirare a lucido un testo. A quei tempi la narrativa era un privilegio faticoso e si faceva tutto a mano come i ravioli. Ogni revisione richiedeva molte ore di lavoro di gomito. Lo scrittore russo sosteneva che bisognava lasciare in pace il testo dopo averlo scritto di getto, poi rileggerlo e annotare su foglietti le modifiche da fare. Quindi ricopiare tutto apportando le correzioni e lasciar decantare. Il procedimento andava ripetuto otto volte. Leggiamo la ricetta in Nikolaj Gogol' nei ricordi di chi l'ha conosciuto (Quodlibet), una meravigliosa raccolta di testimonianze su uno scrittore considerato un genio e anche un pazzo (non per le procedure di revisione, erano la norma). L'ha curata e tradotta Giovanni Maccari, già autore di una biografia di Babel' (Gli occhiali sul naso, Sellerio).