Recensioni / La secolarizzazione ha battuto la chiesa?

«Mi sembra si debba prendere atto che il cattolicesimo moderno ha fallito il proprio compito nella misura in cui lo ha interpretato in termini quasi esclusivamente polemici e dunque di conservazione del proprio potere ideologico e sociale». È ciò che sostiene in questo corposo saggio Giancarlo Gaeta, già docente di Storia del cristianesimo antico, studioso convinto che andrebbe attuata «una netta discontinuità col passato; che vorrebbe dire mettere seriamente in questione poteri e forme dell’istituzione ecclesiastica; ma si sa che nessun potere rinuncia a sé stesso, se non vi è costretto».
La Chiesa, secondo Gaeta, sembra sprofondata in una profonda crisi e «non appare più in grado di confrontarsi da pari a pari con i saperi e i poteri di questa epoca, per il semplice fatto che la modernità si è oramai resa del tutto indipendente da ogni sapere e potere religioso; non li teme più e si sente sempre meno in obbligo di confrontarsi con essi. Ora tale situazione, di cui i vertici ecclesiastici si lamentano grandemente, non si è certo determinata senza sue gravi responsabilità». In una situazione di «nichilismo etico», la Chiesa «scopre che nel frattempo il messaggio cristiano è diventato culturalmente e socialmente irrilevante, che esso sopravvive come puro ornamento, come luogo comune, come residuo storico impotente ad incidere nei processi reali».