Recensioni / Looking Around Bookstore

Nella prospettiva di un design legato alla consapevolezza ambientale, parte della necessaria economia circolare, appare utile rileggere il messaggio che Victor Papanek lanciava nel suo celebre Design for the Real Word (1970), dove il ruolo del design appare centrale dal punto di vista ambientale e sociale. In quello che è stato uno dei libri sul design più letti al mondo, l'ebreo austriaco Papanek, fuggito negli USA dalla Vienna del 1939, delineava un modello olistico in cui gli oggetti diventano parte inseparabile della società nel suo complesso, inseriti all'interno delle diverse realtà antropologico-culturali del loro tempo storico. Come afferma Alison Clarke nell'introduzione a questa nuova edizione, "Papanek anticipava l'avvento del design transdisciplinare del XXI secolo, proponendo in maniera radicale il ruolo del designer come quello di un mediatore all'interno di una folta squadra composta da antropologi, psicologi, biologi strutturali, esperti di bionica e biomeccanica, registi cinematografici, ingegneri, matematici ed ecologi, tanto per citarne alcuni". Nella prefazione al suo libro, Papanek affermava con sagace atteggiamento critico-programmatico: "Fra tutte le professioni, una delle più dannose é il design industriale. Forse, nessuna professione è più falsa. Il disegno pubblicitario, che tende a persuadere la gente ad acquistare cose di cui non ha bisogno, con denaro che non ha, allo scopo di impressionare altre persone che non ci pensano per niente, è forse quanto di più falso oggi possa esistere". Scagliandosi contro i pionieri del design industriale made in Usa (Harold Van Doren, Norman Bel Ceddes, Raymond Loewy, Henry Dreyfuss, tra gli altri) relegati al rango di "scenografi e vetrinistì", contrario al potere della 'seduzione formale' degli oggetti e all'idea dell'industriai design assunto come' "la pratica di analizzare, creare, ed elaborare prodotti per la produzione di massa, [il cui] scopo è inventare forme che possano sicuramente essere accettate prima che sia stato fatto un esteso investimento di capitali, e che possano essere fabbricate a un prezzo che permetta ampia distribuzione e profitti ragionevoli", Papanek affermava che "in un'epoca di produzione in serie, in cui ogni cosa deve esser programmata e pianificata, il design è divenuto il più potente mezzo attraverso il quale l'uomo modella i suoi strumenti e il suo ambiente naturale (e, per estensione, la società e se stesso). Questo fatto implica una grande responsabilità sociale e morale da parte del designer. Richiede anche una maggiore comprensione degli altri da parte di coloro che praticano la progettazione, e più capacità conoscitiva di fronte al processo progettuale da parte dell'opinione pubblica".