Recensioni / Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario italiano ed europeo

Il saggio prende in esame i nessi intercorrenti tra forme ed espressioni letterarie e rappresentazioni rivoluzionarie.

Pur rimanendo un testo godibilissimo di filosofia e di alta cultura, il viaggio che ci fa intraprendere il Professor Brugnolo ripropone il vecchio dilemma della rivoluzione "utile" o della "controrivoluzione" inutile.

Cambiare tutto per non cambiare niente, stravolgere tutto per modificare quasi tutto. Ogni volta la letteratura ha saputo pungolare, esaltare, magnificare, spostare parole e pensieri, intervenendo nei percorsi storiografici.

I trenta capitoli del volume non sono altro che la stessa partitura di un processo cognitivo di liberazione del mondo.

Leggendo le prime pagine dell'opera, ci accorgiamo che la Rivoluzione del rinascimento rappresenterà la gloria ma anche la "gabbia", la grande "occasione mancata" per gli italiani contrariamente a quella che sarà invece la Riforma protestante nel suo complesso.

Portare in campo le proprie sensibilità o le culture di massa è sempre un'operazione non solo utile, ma già intrinsecamente organica ai processi culturali e sociali.

Ogni rivoluzione ha bisogno di "campi larghi" per sostenere i propri pensieri e le proprie volontà.

Chi crede ancora nella letteratura e nella rivoluzione, crede ancora in una stessa indistinguibile ragione: la redenzione dell'uomo!