Recensioni / La Callas nello specchio della critica

Maria Callas nello specchio della critica d'oggi
Nel corso degli ultimi due decenni, ad ogni ricorrenza celebrativa la storia della critica su Maria Callas si è arricchita dei contributi più diversi: non si contano i convegni, le tavole rotonde, gli articoli su quotidiani, i servizi sulle riviste specializzate, i libri apparsi in ogni angolo del mondo culturale; sicché sarebbe necessario scrivere un altro e più lungo articolo per darne adeguata notizia.
Tra le occasioni celebrative, ci limitiamo qui a ricordare i due convegni organizzati a Torino, nel 1987 e nel 2007, da un esperto cultore dell'arte callasiana, il noto didatta di canto lirico e da camera Elio Battaglia (il presente articolo è la rielaborazione del mio intervento al convegno torinese del 2007); e quello organizzato, sempre nel 2007 dall'Università di Roma Tre, in occasione del trentennale della morte del celebre soprano. Gli atti di questo convegno romano, arricchiti in seguito da un ulteriore gruppo di contributi, sono stati raccolti in un ponderoso volume di 640 pagine, Mille e una Callas. Voce e studi, a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini, edito da Quodlibet nel 2017, per un totale di 36 saggi, a firma di autorevoli musicologi, critici musicali, scrittori, registi, ed artisti dello spettacolo, ai quali sappiamo di far torto non citandoli per ragioni di spazio. L'ampia materia, distribuita con scrupoloso metodo scientifico in sei sezioni (Corpo e voce; Sulla scena; Medea; R modello Callas: le registrazioni, l'insegnamento, la critica; Ricordi; R mito), intende svolgere una ricognizione complessiva del lascito callasiano, adeguata alle trasformazioni avvenute nel corso degli ultimi decenni nel campo dell'interpretazione operistica, nel gusto del pubblico, nei giudizi della critica. Quodlibet ha adesso pubblicato una nuova edizione di questo importante volume.

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