Recensioni / Gio Ponti moderno ad ogni costo

«Di fronte alle preferenze italiane del primo quarto del secolo, l'attività di Ponti rappresenta la responsabilità del gusto europeo e la sua necessità di essere moderno ad ogni costo»: così lo definì Edoardo Persico. II tema dell"'officina" emerge spontaneamente osservando la carriera di Gio Ponti, composta di interessi, collaboratori e discipline sempre differenti e innovativi ma caratterizzati da una metodologia coerente. Partendo da questa premessa, i curatori del volume Manfredo di Robilant e Manuel Grazi hanno provato a ricomporre la complessa personalità di Gio Ponti attraverso otto saggi inediti sulla sua attività, che, come suggerisce il sottotitolo ("Scrittura, grafica, architettura, design"), hanno voluto suddividere in quattro categorie, il tutto accompagnato da fotografie e documenti inediti pubblicati in collaborazione con i Gio Ponti Archives. Dell'imponente attività editoriale si sono occupati Cecilia Rostagni e Manuel Grazi, in un racconto che ripercorre la sua passione per la scrittura attraverso le tre riviste che ha fondato - Domus, Stile e Bellezza - e le frequenti collaborazioni con altre testate. Scrittore, poeta, redattore, editore: la scrittura ha sempre affiancato con naturale complementarità le altre passioni per l'architettura, il design e la grafica. A quest'ultima è dedicata la seconda sezione del volume, a cura di Francesco Parisi e Mario Piazza, che hanno ricordato il sapiente contributo pontiano nel campo dell'illustrazione. A ripercorrere poi i progetti architettonici più celebri e originali di Ponti sono il curatore Manfredo di Robilant e l'architetto Fulvio Irace, che ne celebrano le abilità tecniche spesso sottovalutate dalla critica italiana degli anni Cinquanta, a tal punto che nel 1955 il Movimento Studi di Architettura (Msa) rifiutò la richiesta di partecipazione dell'architetto. In particolare, analisi si concentra sul meticoloso progetto della sede Montecatini tra il 1936 e il 1939 e l'iconico e moderno grattacielo Pirelli, che dagli anni Ottanta contribuì a consacrarlo come uno dei maestri dell'architettura italiana nel panorama internazionale. Nel design, infine, Ponti ha spesso ricercato l'incontro con l'artigianato, che apprezzava in particolar modo per la semplicità, che per lui non era altro che sincerità, come spiegano Elena Dellapiana e Gabriele Neri nell'ultima parte. Anche in questo caso, la sua attività di design testimonia la solida forza creativa di Ponti, il quale non si è mai voluto specializzare o limitare, ma si è sempre mosso liberamente tra oggetti estremamente diversi tra loro, dal celeberrimo cucchiaio al design delle automobili.