Recensioni / Maria Callas, ovvero l'arte tout court

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Di fronte al mistero della Trinità l'essere umano, solitamente, si chiude nel silenzio della contemplazione. Un rischio che Luca Aversano e Jacopo Pellegrini combattono energicamente nelle pagine, sonore e generose, di Mille e una Callas. Voci e Studi: prezioso volume collettaneo pubblicato nel 2016 da Quodlibet e riproposto in occasione del centenario. La loro è una visione non a caso «prismatica» del fenomeno Callas, che raccoglie le riflessioni di quasi quaranta studiosi e li suddivide in diversi capitoli tematici intarsiati tra loro: «Corpo e voce», «Sulla scena», «Medea, il modello Callas», «Ricordi», «Il mito». Un prisma al quale proprio oggi, domenica 3 dicembre, al Teatro Palladium di Roma, si aggiungono altre facce: una tavola rotonda con Susanna Pasticci, Andrea Cortellessa e i due curatori del volume, nonché uno spettacolo, Kalòs-Callas: Collage, con i testi di Valerio Magrelli e le musiche di Bruno Moretti e Franco Piersanti. All'ingresso del teatro potrebbe essere posta, oggi, a mo' di insegna, una sentenza inappellabile: quella pronunciata da Carmelo Bene all'indirizzo della «Divina»: «Sarebbe un oltraggio definirla miseramente una «grande cantante». Era, ed è, l'arte».

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