Recensioni / Promessi sposi impossibili

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Fra le tante pubblicazioni di questo centenario di sorprendente vivacità (ormai si vive solo di ricorrenze, signora mia) spicca un libro, giunto alla terza edizione ampliata, come Mille e una Callas (a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini, Quodlibet, pp. 656, € 26) che sin dal titolo «plurale», dovuto all'aficionado principe: l'Arbasino che alla «Medea» scaligera del '53 inscena il suo primo romanzo, L'Anonimo Lombardo, scommette di seguire tutti e due i piani: quello strettamente musicologico ma anche quello mitopoietico e culturologico. Che ha segnato il Novecento (e oltre) come nessun'altra epifania musicale (e forse artistica in generale).

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