Recensioni / Scrittori, editori e altra brutta gente

E se l’impero romano stesse ancora cadendo? E se gli scrittori migliori fossero i principianti a cui non importa niente dei critici e degli editori? E se i libri messi in rete fossero dei cadaveri insepolti come i morti annegati in mare? Sono soltanto alcune tra le mille ipotesi avanzate dall’autore in questo libello divertente e impudente che poteva anche intitolarsi “manuale di sopravvivenza per letterati”. Ermanno Cavazzoni è convinto che tutto congiuri contro l’arte: in primo luogo gli artisti, gli scrittori. Ma come si fa a cominciare un romanzo scrivendo «Entrò Carla»? Forse era meglio «Entrò Carlo». Comunque Moravia (Gli indifferenti) è avvertito. Bisognerebbe essere più precisi. Chi è questa Carla? Congiurano i critici che vorrebbero comandare loro l’universo. Congiurano gli addetti all’editoria. Non mandate i dattiloscritti a nessuno, avverte Cavazzoni: ve li rubano e li pubblicano sotto il loro nome. Conclusione: preferisco i cimiteri alle biblioteche. Perché nei cimiteri i morti sono morti e basta, nelle biblioteche i libri sono morti impazienti che sperano di rivivere almeno per un frammento di citazione. Nessuno incendia i cimiteri, mentre le biblioteche sì. E allora? Forse conviene ripensarsi bambini e abitare la comicità che ci godemmo allora. Le puzze. I maestri. I compagni. Grottesca ma piena di futuro quella vita, almeno così sembrava, aveva un senso e una pienezza irripetibili.